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È la prima condanna definitiva per un alto esponente dei Khmer rossi cambogiani, ed è un ergastolo: il settantenne Kaing Gwek Eav, meglio noto come “Compagno Duch”, è stato condannato in appello per i crimini commessi tra il 1975 e il 1979, quando dirigeva la famigerata prigione di Tuol Sleng nella quale morirono 14.000 persone. In primo grado, era stato condannato a 35 anni, divenuti diciannove in considerazione del tempo già trascorso in carcere. Duch aveva presentato appello, ma avevano fatto altrettanto anche le parti civili, sconvolte all’idea di verderlo tornare in circolazione nel 2030. Lo stesso tribunale, frutto di un difficile compromesso tra Nazioni Unite e autorità cambogiane, ha avviato i processi contro tre leader del regime comunista cui viene addebitata la morte di oltre un milione e mezzo di persone. Pol Pot, l’ideatore della rivoluzione agraria e leader storico dei Khmer, è morto nel ’98.

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