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Europa, aumentano i lavoratori over 55.

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Europa, aumentano i lavoratori over 55.

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Jens Ole, lavora da 30 anni per la stessa azienda edile in Danimarca. Dopo aver fatto il muratore è passato a insegnare il mestiere ai giovani apprendisti. Jens ha già deciso- se la salute glielo permetterà- di non fermarsi a 63 anni. Preferisce continuare a lavorare.

“Ho diversi fondi pensionistici aperti qui in Danimarca. Sono preparato al fatto che il mio reddito sarà più basso dopo la pensione. Ma questo non mi angoscia più di tanto-.

Circa il 20% dei dipendenti d’imprese edili in Europa ha scelto di entrare in programmi senior, nonostante l’età e la stanchezza. Dopo i 55 anni, aumentano i benefit e la flessibilità oraria.

Come ci racconta la nostra inviata Isabel Marques Da Riva:

-Entro cinque anni, ci saranno più pensionati che giovani lavoratori in Europa. L’anno europeo per l’invecchiamento attivo è pensato per trovare nuove soluzioni, per far si che i lavoratori con i capelli grigi, possano continuare a creare ricchezza, ma abbiano anche un invecchiamento di qualità.

Il 18 e 19 gennaio scorso a Copenaghen politici ed economisti hanno discusso di come affrontare in futuro il lavoro dei senior. Ad oggi i lavoratori over 55 rappresentano il 24,7% della forza lavoro in Europa. La metà dei quali sceglie la pensione anticipata in caso di licenziamento.

- Dobbiamo cambiare atteggiamento. E questo accadrà soltanto se sosterremo politiche come la formazione continua, le occasioni di apprendimento, l’imprenditoria e le libere professioni.. –

Anche il mondo dell’impresa sembra aver cambiato approccio verso i lavoratori senior.

- I lavoratori più adulti, sono più equilibrati, si ammalano meno e sono più produttivi. Forse a causa della loro esperienza di vita-.

- Si tratta di persone che hanno una carriera lavorativa di 30-40 anni dietro di sè. In questi casi il costo della manodopera diventa importante. E’ un modo nuovo per gestire le contrattazioni con le aziende-.

Obiettivo dell’anno europeo per l’invecchiamento attivo: assicurare una vita sociale piena e indipendente per una popolazione europea dai capelli sempre più grigi.

Isabel Da Silva, Euronews:- Un benvenuto su Euronews a Claudia Menne, .segretario generale della confederazione europea dei sindacati. Il summit europeo di lunedì, oltre all’approvazione del trattato fiscale, ha anche fissato alcune linee guida per far ripartire la crescita e l’occupazione. Come valuta i risultati?

Claudia Menne, Segretario Generale Confederazione europea dei sindacati:- Cè ancora molto disappunto nella confederazione. Perchè non ci sono molte misure concrete e sono mesi ormai che chiediamo un patto per la crescita e misure in grado di sostenere l’occupazione, anche l’impiego a lungo termine.

Isabel:- La Presidenza danese ha appena presentato il 2012 come anno dell’invecchiamento attivo. Chiamato così perchè le persone vivono più a lungo in Europa e la Commissione europea pensa che dovrebbero lavorare più a lungo per evitare il collasso del sistema pensionistico. Quali sono le proposte dei sindacati per rendere questa riforma più equa e bilanciata?

Claudia Menne:- Ciò che sappiamo dalle statistiche è che solo il 50% dei lavoratori riesce ad arrivare all’età pensionabile prevista dal regime attuale. Questo significa che quando prolunghiamo l’età pensionabile, un numero maggiore di persone non riuscirà ad arrivare a quell’età con il risultato che chi andrà in pensione prima perderà moltissimi soldi-.

Isabel Da Silva:- I governi stanno chiedendo ai lavoratori più anziani di risparmiare denaro per pensioni e fondi privati. E’ una prospettiva ragionevole considerati i tagli sui salari e l’aumento delle imposte sui redditi?-

Claudia Menne:- Lei ha fatto una giusta osservazione. Io credo sia impossibile. Sappiamo benissimo che tutte le riforme del lavoro ora al vaglio prevedono una diminuzione dei salari. L’incertezza sta aumentando, diminuiscono gli stipendi. E’ ovvio che in questo modo non si è in grado di provvedere a dei fondi pensione privati-.

Isabel da Silva:- Ritiene che gli investimenti nella formazione e nel lavoro imprenditoriale siano appropriati alle tendenze attuali?

Claudia Menne:- La formazione continua è fondamentale, questo è evidente. Ma non si può iniziare a 55 anni. La formazione continua ha senso quando viene fatta da giovani, così si è in grado di prepararsi alla vita lavorativa. E’ sbagliato dire che dobbiamo focalizzarci su persone che sono nel mercato del lavoro da 20 o 30 anni e che ormai non sono pìù in grado di imparare-.

Isabel da Silva:- Per finire: la povertà ed esclusione sociale stanno aumentando. Soprattutto nel sud e nell’est dell’Europa, anche tra le persone che hanno un lavoro. Prevede nuove rivolte sociali nei prossimi mesi?

Claudia Menne:- La priorità nei prossimi mesi è sviluppare un sistema dove ad esempio il reddito sociale sia presente in ogni Paese. Il reddito sociale esiste solo nella metà dei Paesi europei. E’ un obiettivo su cui ci stiamo impegnando moltissimo. La cosiddetta piattaforma anti povertà prevede ^che tutti i Paesi europei adottino un reddito sociale. Stiamo cercando di creare un progetto ad hoc dove proporre le nostre idee.

Isabel da Silva:- Grazie mille Claudia Menne.