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USA: Romney mette un'ipoteca sulla nomination

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USA: Romney mette un'ipoteca sulla nomination

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Vittoria schiacciante per Mitt Romney sull’avversario Newt Gingrich.

Con l’ottimo risultato in Florida, Romney mette una pesante ipoteca sulla nomination repubblicana per presidenziali del prossimo sei novembre.

Mitt Romney: “Mentre le primarie vanno avanti, i nostri avversari rimangono a guardare . Si compiaciono del fatto che una campagna come la nostra ci dividerà e indebolirà. Ho brutte notizie per loro; le primarie non dividono ma ci preparano e alla fine vinceremo”.

Per riuscirci Romney conta sulla sua macchina da guerra bien rodata e soprattutto ben finanziata.

Che ha attaccato il suo principale avversario a suon di spot pubblicitari negativi.

Un bombardamento che non ha scoraggiato Gingrich. MAlgrado la netta sconfitta in Florida ha ricordato che restano ancora 46 stati e che non appende ancorala nomination al chiodo , ecco la sua strategia:

Newt Gingrich: “È stato stabilito nel 1863, nell’inaugurare il primo cimitero militare dal presidente Lincoln, che noi abbiamo un governo di persone, per le persone e il potere della gente sconfiggerà il potere dei soldi nei prossimi sei mesi”.

La volontà c‘è ma non basta di fronte al candidato Romney, che è il candidato di Wall Street e degli hedge found.

Romney ha raccolto e speso quattro volte il totale messo insieme da Gingrich, che peraltro si ritrova già indebitato.

La campagna di Romney si annuncia più semplice, i donatori finanziano più facilmente il candidato che ha più chance di battere Barack Obama.

Stephan Grobe, euronews:

-Analizziamo le primarie in Florida con Jeffrey Frieden, professore all’università di HArvard.

In Florida Romney ha letteralmente lasciato al tappeto gli avversari, lunedì, 5 campagne pubblicitarie a favore di Romney sono andate in onda in meno di 15 minuti nelle reti locali di Jacksoville.

Sarà così per il resto delle primarie?

Jeffrey Frieden, professore all’università di Harvard:

“ Sarà così se Romney ha i soldi da spendere per battere Gingrinch.

D’altro canto, immagino che anche se non abbia speso tutte le sue munizioni , che conserverà in vista delle elezioni generali.

Il problema che ha dovuto affrontare in Florida, è che aveva perso nella Carolina del Sud ed era assolutamente essenziale per lui segnare un goal, cosa che ha fatto.

Penso che abbia concentrato le proprie risorse in Florida per assicurarsi questa vittoria, spero che non abbia bisogno di spendere altrettanto il prossimo mese per battere Gingrich.

Ma se i sondaggi li danno quasi alla pari tirerà fuori l’arma denaro ancora una volta”.

-Ci interrogavamo sulla capacità di Romney di trascinare l’elettorato. I repubblicani sono un po’ più entusiasti di Romney come sembra?

“Well, penso che debbano se lo ritengono in grado di battere Barack Obama.

Non ispirerà i suoi elettori così come fa Ron Paul o Newt Gingrich.

Ma è considerato come un uomo competente, su cui si può contare, qualcuno che ha un’esperienza amministrativa e economica.

Ma è visto come qualcuno che può battere Barack Obama e questa è la cosa più importante per loro.

Gli exit polls indica che chi ha votato per Romney in Florida lo ha fatto perché è il candidato che le maggiori chances di battere Obama.

- A 68 anni, con alle spalle 14 anni di presidenza della camera dei rappresentanti, per Ginghrich è l’ultima chance di arrivare a coronare un sogno che ha da quasi due decenni.

È molto serio e convinto, c‘è ancora una possibilità che possa farcela?

“ C‘è ma è ridotta al lumicino; se Gingrich riesce a fare un buon risultato in alcuni degli Stati del sud, nelle prossime primarie del super martedì in marzo, forse può cambiare il corso delle cose.

Ci sono due cose che gli vanno contro:

la prima è che ha perso la Florida e probabilmente non farà meglio in alcuni dei prossimi appuntamenti.

La seconda cosa è che la leadership repubblicana in realtà si preoccupa molto di lui come candidato. Pensano che non sia in grado di battere Obama, per cui penso che abbia poche possibilità. Sta a lui decidere se andare fino in fondo, ma ha poche possibilità”.

-Assistere alle primarie dall’Europa è molto significativo: quandunque si parli di Europa, il discorso fa parte di una retorica antiobama; come se Obama voglia una società di tipo europeo, un welfare europeo. Chi crede questo in America?

“Purtroppo quando si parla di Europa, soprattutto per i conservatori americani, si intende welfare, diritti, socialdemocrazia sociale e una rete di sicurezza sociale migliore e più costosa rispetto a quella che abbiamo negli Stati Uniti

Per coloro che ritengono americano che il governo si immischi fin troppo dell’economia e degli affari sociali, l’Europa è l’esempio amplificato di questo.

Per l’elettorato repubblicano che è molto conservatore, l’Europa è un modello da evitare.