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Spagna: Garzon a processo difende l'inchiesta sui crimini del franchismo

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Spagna: Garzon a processo difende l'inchiesta sui crimini del franchismo

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“Sono crimini contro l’umanità, non delitti politici”: si è giustificato così davanti all’Audiencia Nacional spagnola Baltasar Garzon, il magistrato più celebre di Spagna, ora sotto accusa per aver violato la legge d’amnistia con la quale il Paese aveva voltato pagina dopo il franchismo. Tra il 2006 e il 2008 ha indagato sulla sorte di circa 100.000 persone scomparse negli anni della dittatura: delitti non risolti, e nemmeno conclusi, secondo lui:

“Intendo dire che si tratta di un crimine permanente, un crimine i cui effetti continuano nel tempo. E, secondo la dottrina della Corte Suprema spagnola, delle Corti europee, della Corte inter-americana per i diritti umani, si tratta di un crimine che continua a realizzarsi sinché non ne cessano gli effetti”, ha argomentato il magistrato, sostenuto dalla folla che manifestava fuori dal tribunale.

Noto per aver inquisito il dittatore cileno Pinochet, per aver indagato sui desaparecidos argentini e per molti altri casi di grande portata mediatica, Garzon è, in casi separati, accusato anche di corruzione passiva e di aver proceduto a intercettazioni illegali. È vittima di un complotto, secondo i suoi sostenitori.