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Sì al patto fiscale ma è un'Europa a 25

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Sì al patto fiscale ma è un'Europa a 25

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L’Europa dei Venticinque. Un’Europa che ora ha il suo patto fiscale. La filosofia del rigore predicata e praticata dal Cancelliere tedesco Angela Merkel è diventata il nuovo trattato europeo, a partire dall’intesa che era stata raggiunta a dicembre scorso e dalla quale già si era voluto tenere fuori il Regno Unito. Le fondamenta delle misure approvate ieri a Bruxelles sono costituite dalla cosiddetta regola d’oro sul rigore di bilancio che ciascun Paese dovrà onorare. I dubbi dei conservatori britannici restano però più forti che mai:

“Ho il sospetto che i mercati si chiederanno: dov‘è la novità? Cosa cambia?” dice Martin Callahan. “Non cambierà nulla e nessuna di queste misure risolverà i problemi fondamentali che devono essere risolti nelle prossime settimane e non nei prossimi anni”.

Ma il problema è che è l’Europa perde i pezzi. Anche la Repubblica Ceca ha preferito restare in panchina, dicendosi pronta tuttavia a rivedere la propria posizione in futuro e adducendo questioni costituzionali per spiegare il proprio rifiuto.

Unanime invece l’intesa sul nuovo fondo salva-Stati, lo European Stability Mechanism, con una capacità d’intervento di 500 miliardi di euro. Bocciata la proposta tedesca di un commissionamento della Grecia, resta l’apprensione sull’accordo tra Atene e i creditori.

“Il tempo stringe per la Grecia. Entro marzo Atene dovrà rimborsare oltre 14 miliardi di euro del suo debito. Per dare fiato all’economica greca, il Presidente dell’Unione europea Herman Van Rompuy ha sollecitato una rapida applicazione dell’accordo con il settore privato, entro questa settimana” è il commento della nostra corrispondente da Bruxelles Margherita Sforza.