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Primarie Usa, Florida a caccia del voto ispanico

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Primarie Usa, Florida a caccia del voto ispanico

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Quarto stato a votare, l’appuntamento in Florida è un test importante per i candidati, in genere il risultato di questo stato del sud influenza più che altrove l’andamento delle primarie americane.

Diciannove milioni di abitanti, la Florida ha un elettorato complesso, in Florida bisogna tenere conto del peso degli elettori di origine latino -americana e dei pensionati.

I due principali candidati, Mitt Romney e Newt Gingrich, hanno dato spettacolo nei dibattiti televisivi.

Romney, l’ex governatore del Massachusetts descrive l’avversario come un piagnone dall’etica dubbia, ricordando i suoi trascorsi nella Freddie Mac l’azienda in parte pubblica, specializzata nell’emissione di mutui e nella loro rivendita nel mercato secondario.

Un colpo basso in Florida, dove i prezzi delle case sono calati del 45%.

L’ex speaker della Camera contrattacca definendo Romney come un liberal bugiardo, l’obiettivo è affermarsi come unico outsider, anti-establishment, il solo e il vero conservatore.

Newt Gingrich:

“Abbiamo assunto posizioni moderate nel 1996 e abbiamo perso, abbiamo fatto la stessa cosa nel 2008; per battere Obama dobbiamo assumere posizioni conservatrici che rispondano ai nostri valori e ai nostri programmi”.

Nei loro discorsi i candidati cercano di sedurre l’elettorato ispanico, che il questo stato rappresentano il 13% degli elettori.

La maggiorparte ha origini cubane, dà il voto ai repubblcani in virtù di un anticastrismo che fa valere in questo modo.

Il 28% dichiara di votare per Gingrich.

Laura Vianelo, sostenitrice di Gringrich “Abbiamo bisogno di una persona come Gingrich, forte e impegnata, è intelligente, è la persona adatta per affrontare certe situazioni, visto la situazione attuale e la sua complessità”.

Per altri, la preoccupazione principale è la situazione economica. Per rilanciare la crescita, le proposte di Romney sono sembrate più credibili, e il 48% degli ispanici voterà per lui.

John Jupiter, sostenitore di Romney: “L’economia va male, la creazione di nuovi posti di lavoro è l’unico modo per uscire da questa situazione, e credo che la sola persona in grado di farlo sia il governatore Romney”.

Una vittoria in Florida per Romney significherebbe mettere un’ipoteca pesante sulla nomination.

I repubblicani si dicono comunque sconcertati dal basso tenore dei dibattiti fra i contendenti, che potrebbe finere per nuocere al partito il prossimo sei novembre, data delle presidenziali.