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Bosnia, soldati si autotassano per aiutare gli ex nemici

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Bosnia, soldati si autotassano per aiutare gli ex nemici

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Sedici anni fa combattevano gli uni contro gli altri, oggi sono impegnati nelle collette di solidarietà. Sono ex soldati bosniaci, combattenti nel conflitto seguito alla dissoluzione della Yugoslavia, l’anno scorso incoraggiati a lasciare i ranghi e ancora in attesa delle pensioni di guerra. Pensioni che per alcuni di loro, i serbo-bosniaci ad esempio, non arriveranno.

“Su quella collina Karadzic e Mladic giocavano a scacchi nel 1994. E ora noi stiamo raccogliendo soldi per quelli che ci sparavano addosso da quella collina, per aiutarli a dare da mangiare ai loro bambini. Sono persone come noi, che hanno prestato servizio nell’esercito della Bosnia Eregovina. Ora non hanno nessun diritto per questo abbiamo deciso di aiutarli, per far sopravvivere i loro figli”.

Il conflitto, che costò la vita a piu di centomila bosniaci e la casa a oltre 2 milioni, si concluse nel 1995. Dalla guerra uscirono nuovi confini e nuovi paesi, oggi tutti alle prese con gravi problemi economici, a cominciare dalla disoccupazione. Un clima che aumenta la rabbia.

“I politici ci hanno messo gli uni contro gli altri, ci hanno messo i fucili in mano quando avevamo 16 o 17 anni, ci hanno fatto uccidere a vicenda. E oggi, dopo tutto questo tempo, siamo qui cercando di aiutarci tra noi, visto che i politici non ci aiutano”.

La notizia degli ex nemici che si aiutano in maniera solidale ha stupito l’intera regione, rilanciando la domanda degli ingenui: se non sono i cittadini a voler combattere, allora perché ci sono le guerre?