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Siria, attesa per la seduta all'Onu. Gli Usa: "Fermare Assad"

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Siria, attesa per la seduta all'Onu. Gli Usa: "Fermare Assad"

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Combattimenti strada per strada alle porte di Damasco, dove l’esercito siriano ha ripreso il controllo sui quartieri finiti in mano ai rivoltosi. E ancora vittime, in tutto il paese: almeno 40 secondo fonti dell’opposizione.

In questo clima è attesa, martedi, la riunione alle Nazioni Unite, sulla quale anche Washington fa affidamento:

“Crediamo che il Consiglio di Sicurezza non debba permettere che il regime di Assad aggredisca i cittadini siriani, mentre boccia la proposta della Lega araba per una soluzione politica. Noi sosteniamo la Lega araba in questo processo che punti alla fine del regime brutale di Assad, che in sè si trova in minoranza e soggetto alle critiche per aver violato ripetutamente i diritti umani”, ha detto Jay Carey, portavoce della Casa Bianca.

Rapidamente tramontata la proposta russa di aprire un tavolo negoziale a Mosca: disposto il governo, ma non i ribelli.

“La Russia è in campagna elettorale, e la posizione di Putin è più debole di una volta. L’antipatia per gli Stati Uniti, qualcosa che esiste nel corpo della società russa, è un sentimento che Putin stesso non ignora, ma che anzi ha sfruttato per tutto il tempo della sua leadership”, commenta una analista politica.

Intanto, mentre sul terreno si continua a soffrire e a morire, il leader della rivolta chiede all’Onu di pronunciarsi per l’uscita dal potere di Assad. “L’uscita di scena del presidente è la condizione preliminare per qualsiasi dialogo”, ha detto.