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Lisbona come Atene? L'Eurozona in crisi teme il Portogallo

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Lisbona come Atene? L'Eurozona in crisi teme il Portogallo

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Fragilizzato dal virus della crisi del debito, il paziente europeo non era mai apparso così malato.

Indiziato numero uno del contagio a catena che da mesi toglie il sonno a mercati e politica è il disastrato bilancio dei conti greci.

La latente diagnosi di un’incapacità di intendere e di volere ha di recente indotto la Germania a proporre addirittura una messa sotto tutela del paziente greco.

Lo spettro del default di Atene è però appena il sintomo delle sempre più numerose minacce alla solidità della zona Euro. Un attacco su più fronti, che dal colossale debito italiano alle difficoltà delle economie periferiche, ha poi mietuto come vittima anche la tripla A francese.

Sul bagnato di una Spagna già strangolata da una disoccupazione prossima ai 5 milioni, piovono intanto anche le previsioni di una nuova recessione alle porte. Sintomo registrato nell’ultimo trimestre del 2011 è una contrazione del Pil che mancava da due anni.

“Ci attende un periodo di importanti aggiustamenti – dice Juan José Toribio, docente di economia all’istituto IESE -: una fase che potremo accelerare, se troveremo il coraggio di intraprendere misure strutturali in grado di imprimere più vigore alla nostra azione”.

Timore che debba ricorrere a nuovi aiuti e rinegoziare il debito già contratto, spostano intanto sguardi e preoccupazioni sul vicino portoghese. Nel mirino di agenzie di rating e mercati, Lisbona appare già agli occhi di molti come la nuova Atene.