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Scontro tra Gingrich e Romney sull'immigrazione per conquistare la Florida

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Scontro tra Gingrich e Romney sull'immigrazione per conquistare la Florida

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La nomination repubblicana sembra ormai una corsa due negli Stati Uniti, e, a pochi giorni dalle primarie in Florida – in programma martedì – Newt Gingrich e Mitt Romney non risparmiano colpi. In tv, terreno di gioco dove aveva finora dato il meglio di sé – l’ex-presidente della Camera dei Rappresentanti ha attaccato su una questione chiave l’ex-governatore del Massachussets, che si è però difeso in modo deciso ed efficace:
 
“Non sono anti-immigrati – ha detto Romney -. Mio padre è nato in Messico. Il padre di mia moglie è nato in Galles. Sono venuti in questo Paese. L’idea che io sia anti-immigrati è rivoltante. Non usi questo termine. Può dire che non siamo d’accordo su certe politiche, ma sostenere che l’idea – cui sono favorevole – di rafforzare la legge per proteggere i nostri confini, di accogliere persone in modo legale, di incrementare l’immigrazione legale sia anti-immigrati è proprio il tipo di retorica fuori luogo che ha caratterizzato la politica statunitense per troppo tempo”.
 
In Florida il tredici percento circa dell’elettorato è ispanico. Gingrich spera di conquistare lo Stato, dopo la vittoria inattesa in Carolina del Sud, dove ha riaperto giochi che sembravano ormai guidati da Romney. La Florida è importante. È lo stato più grande finora in palio e precede il caucus in Nevada, dove Romney può fare leva sulla nutrita comunità di mormoni.