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Perspective: l'Egitto sulle televisioni del mondo

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Perspective: l'Egitto sulle televisioni del mondo

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Un anno fa, sulla scia di quella tunisina, iniziava la rivoluzione egiziana e quello che sembrava impossibile si verifica: nel giro di un mese il presidente Mubarak lascia se ne va.

Un anno dopo, gli egiziani fanno un bilancio: la russa Rtr.

Sono i giovani laici e i disoccupati a dare il via al movimento che coinvolse ben presto tutti. Un anno dopo Mubarak è partito ma i suoi uomini conseervano saldamnete il potere.

La televisione svizzera romanda ha intervistato una giovane.

Le donne egiziane erano qui un anno fa, picchiate aggredite dai militari durante la rivoluzione. Che posto occupano oggi nella società? La televisione spagnola Tve.

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1.24 sujet rtr

La piazza Tahrir è un immenso formicaio , ci sono i vincitori, che appartengono ai Fratelli musulmani.

Il loro partito politico Libertà e giustizia ha ottenuto circa la metà dei seggi al parlamento nelle ultime elezioni.

Hanno seclto il proprio presidente e la prima legge che hanno varato è stata l’introduzione obbligatoria di una pausa per la preghiera durante il lavoro.

Sono al potere, sono autosufficienti non sono né soldati né poliziotti nella piazza Tahrir.

SOT M unnamed

Ci aspettiamo che i nostri fratelli intraprendano azioni decisive in parlamento, ripristino la tradizione, la cultura e la religione”.

Enormi manifesti raffigurano un uomo barbuto in occhiali da sole.

È il leader spirituale del partito salafista Noor.

Hanno ottenuto un terzo dei posti in parlamento

Sputare e calpestare la bandiera israeliana fa parte dei loro riti politici.

Alla vigilia dell’anniversario, la giunta militare ha cercato di alleggerire il clima sociale: ha revocato lo stato d’emergenza in vigore da oltre 30 anni, 2000 manifestanti sono stati rilasciati grazie a un’amnistia, le famiglie delle vittime sono state indennizzate con 5 mila dollari.

Ma la situazione resta incandescente: i manifestanti chiedono il ritiro di Marshal Tantawi.

soundup

“Prima della rivoluzione vivevamo in povertà, non avevamo abbastanza pane, c’era molta corruzione, dice uno dei manifestanti in piazza tahrir. MA il prezzo del pane aumenta in mod impressionante.

SOT W Yulia Golovko, a toristic company

“Il flusso turistico `si è ridotto, non solo per noi, ma in tutto il Paese.”.

Marina, moscovita, lavora in questo ristorante, sta pensando di tornare a casa.

SOT W

“Sotto Mubarak c’era almeno stabilità. Le cose adesso sono cambiate radicalmente”.

La piazza è straccolma di gente, la manifestazione continua.

Non ci sono rappresentanti delle autorità.

Una parata militare è stata annullata.

STANDUP

LA piazza Tahrir non ha potuto accogliere tutti coloro che volevano celebrare la ricorrenza.

Quest’immensa folla si dirige verso i palazzi del potere.

IN egitto altre battaglie sono attese dopo le celebrazioni. More “fighting” is expected in Egipt after the celebration: le elezioni per il senato, il referendum per la nuova costituzione e le presidenziali.

Processo che sarà portato a termine in sei mesi, dopodiché forse ci sarà un nuovo egitto.

4.39 lancement tsr

Sono i giovani laici e i disoccupati a dare il via al movimento che coinvolse ben presto tutti. Un anno dopo Mubarak è partito ma i suoi uomini conseervano saldamnete il potere.

LA televisione svizzera romanda ha intervistato una giovane:

4.55 sujet tsr

Tra i manifestanti abbiamo incontrato Liara, una giovane che come tutti ha sperato un anno fa nella rinascita del suo Paese.

5.05 sot Liara

“HO sentito di appartenere a questa terra di poter camminare a testa alta, di essere fiera di essere egiziana, di non avere più voglia di partire, di aver voglia di continuare a vivere qui”.

5.17

Un anno dopo le tracce dela rivoluzione sono ancora evidenti, come il palazzo di Mubarak dato alle fiamme. La libertà di parola ha guadagnato terreno , si sono tenute le legislative.

5.30

“Abbiamo cacciato Mubarak, ma è il solo cambiamento che c‘è stato, abbiamo cercato di demolire il vecchio sistema, di ricominciare, ma non ci siamo ancora riusciti”.

5.41

L’Egitto che sogna Liara e i suoi amici è un Egitto libero dal potere militare, che è rimasto violento anche dopo la rivoluzione.

I manifestanti chiedono agli egiziani di scendere di nuovo in piazza, ma i più sono stanchi.

5.54

“SE non hanno voglia di vedere che niente è cambiato è perché vogliono che la vita continui, è così che siamo stati educati, abiamo imparato a accettare chi ci governa, è come se si trattasse di un padre non possiamo ribellarci.. per molti poi è sufficiente quello che è accaduto anche se non abbiamo ottenuto nulla. Eppure bisogna continuare quello che abbiamo iniziato”.

6.20

Liara sa che la piazza Tahrir pullula di compatrioti che vogliono la calmae la ripresa dell’attività economica, ma per lei la lotta politica è inevitabile.

6.31

“C‘è molto lavoro da fare, siamo qui per batterci, non dobbiamo rinunciarci, non possiamo pernmetterci il lusso di essere pessimisti, se noo siamo morti”.

6.49 lancement tve

Le donne egiziane erano qui un anno fa, picchiate aggredite dai militari durante la rivoluzione. Che posto occupano oggi nella società?.

7.05 sujet tve

Non solo giovani.

Nolte donne hanno partecipato alla rivoluzione che hanno portato il cambiamento.

Come Yara Salam dell’organizzazione femminista Nasra:

7.20 sot Yara

“Molte donne hanno partecipato alla rivoluzione e a attività legate alla difesa dei diritti umani e molte altre si sono convertite per la prima volta in attiviste”.

7.33

L’immagine di questa donna picchiata nel dicembre scorso al Cairo ha fatto il giro del mondo e spinto molte donne a combattere la brutalità del regime militare.

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7.43 sot sahar talaat, union féministe des femmes égyptiennes

“Ci ha dato una forza incredibile, abbiamo manifestato tutte dicendo che rappresentavamo la linea rossa che nessuno può superare”.

7.56

Piû della metà della società egiziana è costituita da donne, che occupano appena il 2% dei seggi parlamentari, occupata in larga maggiranza da islamici.

8.05 sot sahar

“Se i salafisti formano una coalizione con i fratelli musulmani, vuol dire che avremo una maggioranza radicale in parlamento e le prime a risentirne saremo noi”.

8.18

Tuttavia non sono disposte a gettare la spugna e intendono lavorare per ottenere un’uguaglianza che è ancora lontana.

La rivoluzione e la repressione della giunta militare è servita dadetonatore perché in egitto nascessero altre organizzazioni in difesa dei diritti della donna, perché il futuro che si prospetta loro non è comunque roseo.

8.39 ends