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"Mani pulite in Vaticano": Santa Sede respinge tesi inchiesta tv

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"Mani pulite in Vaticano": Santa Sede respinge tesi inchiesta tv

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“Il compito di nunzio apostolico negli Stati Uniti a mons.Viganò è uno dei più importanti della diplomazia vaticana” e “prova di indubitabile stima da parte del Papa”: risponde così la Santa Sede a “Gli Intoccabili” su La7 e minaccia azioni legali.

La trasmissione di inchiesta ha titolato la sua puntata “Mani pulite” in Vaticano, mostrando le lettere al Papa dell’ex segretario generale del Governatorato, il ministero dell’Economia pontificio, che denunciava corruzione, lavori gonfiati e appalti pilotati, che avevano contribuito a causare perdite per oltre il 50-60% alle finanze della Santa Sede.

Le missive risalgono a marzo e aprile del 2011, quando Mons. Carlo Maria Viganò veniva destituito dal suo incarico prima del tempo. A ottobre diventava nunzio apostolico a Washington.

Un allontanamento dettato dalle pressioni dei fornitori del Vaticano? Lo confermerebbero le dichiarazioni di un banchiere, consulente della Santa Sede, intervistato da “Gli Intoccabili”.

Fra le operazioni che avevano scandalizzato l’arcivescovo c’erano, nel 2009, una transazione finanziaria che aveva provocato perdite per due milioni e mezzo di dollari e il presepe in piazza San Pietro costato 550 mila euro.