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Ecco il nuovo patto fiscale per l'UE

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Ecco il nuovo patto fiscale per l'UE

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Ha vinto il rigore tedesco. Il nuovo patto fiscale ampiamento ispirato alla linea di Berlino sembra essere l’ultima possibilità dell’Unione europea per recuperare la fiducia dei mercati, soprattutto per i paesi che hanno adottato l’euro.

Dopo il secco no della Gran Bretagna al vertice di dicembre, si è lavorato ad un compromesso, per certi versi un po’ annacquato, che possa raccogliere il piu’ vasto consenso politico.

La parola d’ordine è disciplina: gli stati europei dovranno impegnarsi a raggiungere il pareggio di bilancio, il deficit consentito scende allo 0,5% del Prodotto interno lordo.

E chi non rispetta le regole potrà essere denunciato alla Corte di giustizia europea e rischia pesanti sanzioni, fino allo 0,1% del PIL.

Su richiesta della Francia tuttavia è stata inserita una clausola di salvataggio che consentirà agli stati membri di spendere di piu’ in circostanze eccezionali.

Il nuovo trattato fiscale dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio dell’anno prossimo, previa ratifica di almeno 12 stati dell’eurozona.

Sempre seguendo la linea tedesca, solo i paesi che hanno ratificato il patto fiscale potranno ottenere finanziamenti dal fondo salva stati, una clausola pesante per paesi come l’Irlanda, che riceve aiuti europei come la Grecia e il Portogallo. Se vincesse il no in un referendum Dublino perderebbe l’assistenza finanziaria europea.

Il nuovo rigore di bilancio ormai istituzionalizzzato potrebbe lasciare piu’ indipendenza alla Banca Centrale europea, piu’ libera di aquistare obbligazioni italiane e spagnole.