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Tobin tax, si dibatte

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Tobin tax, si dibatte

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In questa campagna pubblicitaria, un direttore di banca, va verso la propria auto quando viene derubato.
     
Ma no, i ladri vogliono solo una mezza  monetina, niente di più.
 
È questa l’idea che c‘è dietro la campagna  Robin Hood Tax che sostiene la Tobin Tax, che ha preso il nome dall’economista che la propose negli anni Settanta.
 
L’idea è tassare le transazioni finanziarie con uno 0,05% che consentirebbe di mettere da parte miliardi di euro.
  
 
Non tutti sono d’accordo, anche alcuni membri dell’Unione europea come il regno Unito.
 
  
Il premier Cameron ha promesso di bloccare questa tassa fino a che non ci sarà un accordo a livello mondiale.
 
  
Patrick Nolan è un economista del think tank  ‘Reform’: 
 
  
  
“La Tobin tax non funzionerà perché tassa un’attività che si fa attraverso diversi Paesi.
Ce l’ha dimostrato la Svezia che ci provò negli anni Ottanta.
Il paese aveva introdotto una tassa sui buoni del tesoro pari allo  0,0003 % e nel giro di una settimana l’85% degli scambi si spostò in altri Paesi.
La tassa di cui si discute  sarà difficile da implementare a livello mondiale.
  
 
 
Stati membri come Francia, Germania, Italia e Spagna sono a favore, perché la Tobin Tax aiuterebbe a far fronte a deficit importanti con cui devono fare i conti.
 
  
Il provvedimento colpirà in modo sostenuto il consumatore europeo medio.
 
  
  
Simon Chouffot dice che la finanza cerca di demonizzare in questo modo la Tobin Tax.
 
  
 
 

“E ‘una linea d’accusa brillante quella dei nostri detrattori. Ma è anche assolutamente non vera. Non ha niente a che vedere con la vita di tutti i giorni di un consumatore medio  che preleva con la carta di credito i soldi per andare in vacanza.
 
Si tratta di una misura che colpisce le banche che fanno investimenti, che colpisce  il modello che ha   
causato la crisi finanziaria,  che continua a pagare mega bonus, colpisce il modello  che dobbiamo tassare se vogliamo evitare crisi future e noi vogliamo essere all’altezza delle aspettative di chi è stato colpito duramente dalla crisi finanziaria”.
  
 
 
  
 Patrick Nolan:
 
La Tobin tax è tornata di moda a causa della crisi finanziaria e in un certo modo ha portato con sè la preoccupazione che bisogna punire i servizi finanziari, in modo particolare le banche.
Ma è il modo sbagliato di guardare al problema; dobbiamo capire che tutti usiamo i servizi finanziarie; se avessimo avuto migliori servizi finanziari  ne saremo usciti tutti meglio. La risposta al problema è avere una migliore regolamentazione, ma non più tasse”.
 
  
 
 
Anche questa potrebbe essere una bella fiaba da raccontare al prossimo summit europeo dove non esiste un’unica posizione su come far uscire l’Europa dalla crisi.