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Germania: le spie alle calcagna di Die Linke

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Germania: le spie alle calcagna di Die Linke

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I servizi segreti della Germania spiano Die linke. 27 dei 76 parlamentari del partito più a sinistra dell’arco costituzionale tedesco sono da anni sotto discreto controllo dell’intelligence di Berlino. Lo ha rivelato lo Spiegel, suscitando sorpresa e aspre polemiche. Il governo non rinnega la scelta. Per la CDU Die Linke rimane pur sempre l’erede dei comunisti dell’ex Germania est:

“Il problema di questa formazione è che non ha chiaramente preso le distanze da gruppi che inneggiano alla violenza – dice il leader dei parlamentari CDU/CSU Hans-Peter Uhl – e sono contrari alla costituzione, come la Piattaforma comunista”.

Fra gli esponenti sotto controllo anche la vice-presidente del Bundestag, Petra Pau, e il capo dei parlamentari nonché leader storico del partito, Gregor Gysi. Non poi così pericoloso, Gysi, visto che le stesse carte scoperte dal settimanale tedesco lo definiscono: un bolscevico da salotto.

Il politico reagisce così:

“I servizi non si sono accorti che il mondo è cambiato. Non hanno visto gli omicidi commessi dai terroristi di estrema destra. Non hanno realizzato che la Guerra fredda è finita. E che sono più di vent’anni che la Repubblica Democratica tedesca non esiste più”.

Gysi si riferisce alla cellula neonazista appena smantellata in Germania, che ha agito indisturbata per anni, commettendo almeno 8 omicidi, mentre ingenti mezzi venivano profusi per sorvegliare parlamentari della repubblica.