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Costa Concordia, Brusco: fatale il ritardo nell'allarme

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Costa Concordia, Brusco: fatale il ritardo nell'allarme

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Se il comandante Schettino non avesse aspettato un’ora per dare l’allarme forse sulla Costa Concordia non ci sarebbero state vittime. Ad affermarlo è stato il comandante generale delle capitanerie di porto, l’ammiraglio Marco Brusco, nel corso dell’audizione al Senato.

La prossima settimana verrà presentata presso la procura di Grosseto una class action firmata da una cinquantina di passeggeri della nave. Le associazioni dei consumatori affilano le armi, Furio Truzzi, della Assoutenti:

“Noi ci aspettiamo, visto che l’avevamo anche richiesto, che la compagnia di navigazione aderisca a quella che sembra una richiesta di buon senso, ossia definire procedure rapide, senza costi per i passeggeri e per i naufraghi, per rimborsarli dei danni patiti”.

I pompieri continuano l’esame dello scafo alla ricerca di dispersi. Stanno facendo sistematicamente il giro delle cabine, nella speranza di recuparare i corpi dei dispersi. Test sono in corso anche per monitorare l’eventuale inquinamento delle acque. Per ora l’esito è negativo. Il pompaggio del carburante dovrebbe iniziare sabato:

“Bisogna pensare anche al futuro – dice Marcello Mossa Verre dell’ARPAT – Cioè, quale può essere il danno che un evento del genere può lasciare a medio e lungo termine sulla costa in questa zona?

Quindi andrà ricercato qualcosa sul pescato per vedere se ci sono dei tracciati che a lungo e medio termine possono anche determinare una contaminazione lunga, appunto, nel tempo”.

Per le operazioni di recupero il governo ha stanziato 5 milioni di euro. Il prefetto Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile che si occupa del disastro, pensa che forse non basteranno.