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Stato dell'Unione, Obama: più tasse per i ricchi  

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Stato dell'Unione, Obama: più tasse per i ricchi  

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Più che un discorso sullo stato dell’Unione, il suo terzo, quello del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è stato un manifesto per le prossime elezioni. Un discorso dedicato all’80% alla politica interna e ai temi cari al Capo della Casa Bianca. A partire dal mantra sulla necessità di riequilibrare il prelievo fiscale, troppo leggero per i grandi ricchi. 
 
“Possiamo accontentarci di un Paese in cui un numero sempre minore di persone sta davvero bene e una quantità crescente di americani se la cava a mala pena. Oppure possiamo ripristinare un’economia in cui ciascuno ha il giusto, in cui i benefici sono equamente divisi e in cui ciascuno rispetta le stesse regole”.
 
Obama ha citato Warren Buffett: pago un’aliquota inferiore a quella della mia segretaria aveva detto il miliardario stesso denunciato gli squilibrii del sistema. Poi la politica estera con la Siria, ma soprattutto l’Iran:
 
“Il regime è più isolato che mai. I suoi leader devono fare i conti con nuove sanzioni. E fintanto che si sottrarranno alle loro responsabilità, la pressione aumenterà. E non abbiate dubbi: l’America è determinata ad impedire che l’Iran metta a punto armi nucleari e non escluderà alcuna opzione per raggiungere tale risultato”.
 
Obama ha poi ricordato i risultati della lotta contro il terrorismo con l’uccisione del leader di Al-Qaeda Osama Bin Laden e il ritiro delle truppe dall’Iraq. Ma l’economia degli Usa ha comunque tenuto banco, con una vena di protezionismo: è ora di premiare le imprese che creano lavoro in America e non all’estero ha detto il Presidente.