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Russia: l'offensiva di Putin al dissenso

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Russia: l'offensiva di Putin al dissenso

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“Non sono l’uomo del Cremlino”: si difende così Mikhail Prokhorov dalle affermazioni di chi bolla la sua candidatura alle presidenziali come strumentale alla vittoria di Vladimir Putin.

La Commissione elettorale ha accettato di inserirlo nell’agone delle presidenziali del 4 marzo. Ma in Russia si dice che sia stato “il contentino” di Putin alla classe media, cuore della protesta al premier.

“Ho sempre preso da solo le mie decisioni”, ha detto Prokhorov, terzo uomo più ricco di Russia.

Si tratta dell’unico candidato a correre per la prima volta al Cremlino, dopo l’esclusione del fondatore del partito Iabloko, Grigori Iavlinski.

La motivazione ufficiale è stata la non validità del 25% dei due milioni di firme raccolte.

“Il problema di queste elezioni è che tutti i candidati registrati ufficialmente rappresentano una sola corporazione, quella delle autorità attuali”, ha detto Iavlinski, “Semplicemente non ci sarà opposizione”.

La ONG Golos ha presentato una nuova Carta anti-frodi interattiva per le presidenziali del 4 marzo. I cittadini potranno postare online le loro lamentele e inviare video che provino brogli ai seggi.

Ma l’organizzazione ha denunciato diversi tentativi di boicottaggio. La gente che ha sorvegliato sulle legislative di dicembre, ha detto Grigori Melkoniants, vice-direttore della ONG, “è stata chiamata a colloquio nelle università o nelle organizzazioni in cui lavorano o studiano e invitata a non collaborare con Golos”.

L’organizzazione, finanziata da fondi occidentali, è stata accusata da Putin di voler influenzare la campagna elettorale.

I Comuni di Mosca e San Pietroburgo hanno detto no alla manifestazione anti-regime annunciata per il 4 febbraio. Ma i dissidenti sono intenzionati ad andare comunque in piazza.