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Narcotraffico: "los Zetas" controllano il Messico

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Narcotraffico: "los Zetas" controllano il Messico

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Il panorama del narcotraffico cambia in continuazione in Centroamerica. In Messico, nel giro di pochi mesi il cartello de los Zetas ha soppiantato i concorrenti di Sinaloa e ha sconvolto il panorama della criminalità, assumendo la supremazia nei sequestri, nel traffico di esseri umani e stupefacenti e nelle estorsioni.

Un’escalation fatta grazie a una violenza inaudita.

1.15 images archives zetas

Lo stratega Heriberto Lazcano, El Lazca, ex militare delle forze speciali nella lotta al narcotraffico.

Ma di ex militari nelle fila de los zetas ce ne sono parecchi.

Gli zetas oggi sono padroni assoluti delle attività illecite in 17 stati messicani, uno in più rispetto al cartello di Sinaloa.

La guerra tra cartelli in messico ha fatto 17 mila morti nel 2011, 1400 vittime al mese. Dal 2006 i morti sono in tutto 45 mila.

Il presidente messicano Felipe Calderon, arrivato al potere nel 2006, ha lanciato la sua offensiva al traffico di droga, 5000 militari sono stati dispiegati in tutto il Paese, ma la guerra è lontana dall’essere vinta.

La lista dei massacri nel 2011 è lunga: l’attacco al Casino Royale di Monterrey con i suoi 52 morti e le esecuzioni di massa di Durango sono solo i fatti più eclatanti di efferatezze indescrivibili.

Ogni atto è un chiaro avviso ai cartelli concorrenti, alle autorità e alla società civile: vogliamo essere i padroni della vostra vita.

La guerra tra i cartelli semina terrore in Messico, Paese sul bordo della guerra civile.

Poche sono le voci che si levano contro: internet aiuta in questo.

Da settembre gli hacker di anonymous hanno lanciato un’offensiva, di cui sono rimasti vittime: tre di loro sono stati uccisi. In novembre, invece, avevano minacciato di pubblicare i nomi dei membri delle forze dell’ordine, dei politici e dei giornalisti legati al cartello se questi non avessero rilasciato un loro membro. Liberazione avvenuta.

I messicani si sentono impotenti di fronte a tanto orrore. Le marce bianche organizzate in segno di sdegno si svolgono periodicamente.

Il denaro del narcotraffico filtra e alimenta la quasi totalità dell’economia messicana.