ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Falklans o Maldive, la guerra, diplomatica, continua

Lettura in corso:

Falklans o Maldive, la guerra, diplomatica, continua

Dimensioni di testo Aa Aa

Ecco il pomo della discordia tra Londra e Buenos Aires: les isole Malvine, in spagnolo, o le Falklands, in inglese.

Le isole, territorio britannico dal 1833, sono rivendicate dall’Argentina, che le considera tuttora parte integrante del proprio territorio.

L’attività prevalente è sempre stato l’allevamento di bestiame, ma la scoperta di giacimenti di idrocarburi ha mostrato l’altra faccia della medaglia.

Nel 1982, l’Argentina cerca di riprendersi le isole con la forza, la guerra è un disastro per Buenos Aires, che conta 648 morti contro i 255 di parte britannica.

Gli argentini non hanno mai dimenticato e da qualche settimana hanno ripreso l’offensiva, questa volta diplomatica.

L’obiettivo: aprire negoziati bilaterali sulla base della risoluzione 2056 dell’Onu che riconosce l’esistenza di un contenzioso sulla sovranità delle isole.

Florencio Randazzo, ministro degli Interni argentino:

“Noi aspiriamo a una cosa: che la risoluzione Onu sia finalmente rispettata, così che Gran Bretagna e Argentina si siedano a discutere su un punto che per noi è una certezza, le Malvine sono argentine”.

La strategia di Buenos Aires: portare il maggior numero di Paesi americani a sostenere la propria causa.

Héctor Marcos Timerman, ministro degli Esteri argentino: “Tutti gli Stati dell’Unione dei Paesi del Sud America hanno deciso che le navi battenti bandiera britannica, sono una forza occupatrice e non possono essere usate per entrare in alcuno dei porti dei nostri Paesi”.

Dopo aver ottenuto l’accordo dei Paesi del Mercosur, l’Argentina è riuscita a trovare il sostegno di quasi tutti i Paesi del Sud-America per bloccare le navi con bandiera britannica.

I 3000 abitanti delle isole non sembrano preoccuparsi.

Dick Sawle, parlamentare delle Falklands: “Queste misure, misure ritorsive prese dall’Argentina, come il divieto di tutti i Paesi del Mercosur a concedere l’accesso alle imbarcazioni battenti bandiera britannica, ci stanno creando un problema? Assolutamente no!”.

A circa 15 000 chilometri di distanza il premier britannico la settimana scorsa, di fronte ai deputati, diceva:

David Cameron, premier britannico: “La nostra difesa deve essere pronta; ieri ne abbiamo discusso al Consiglio Nazionale di sicurezza; il nostro obiettivo è sostenere gli abitanti delle isole nel loro diritto all’autodeterminazione.

Non si tratta di colonizzazione, come stanno ripetendo gli argentini, infatti questa gente vuole restare britannica, mentre gli argentini vogliono per loro un futuro diverso”.

Un gesto simbolico, che però va al di là della simbologia, quello annunciato dal principe William, che, nel corso dell’anno, si recherà nelle isole per un soggiorno di sei settimane come pilota della Raf.