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Egitto un anno dopo, la rivoluzione incompiuta

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Egitto un anno dopo, la rivoluzione incompiuta

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Piazza Tahrir di nuovo invasa dagli egiziani celebra il primo anniversario della rivoluzione che portò alla fine del potere trentennale di Mubarak.

Presenti tutte le diverse forze politiche, dai democratici di Mohamed el-Baradei, ai Fratelli musulmani e ai liberali.

Un anniversario che è anche l’occasione per fare il bilancio di una rivolta durata 18 giorni e costata centinaia di morti e feriti.

“Oggi siamo venuti per festeggiare la rivoluzione egiziana dello scorso anno”, dice un manifestante, “e per celebrare i nostri martiri”.

“Io non sono qui per festeggiare”, spiega invece un’altra egiziana, “veniamo per continuare la rivoluzione perché nulla è cambiato”.

“Il parlamento deve votare la costituzione”, chiede un altro dimostrante, “organizzare le elezioni presidenziali e parlamentari, perché il consiglio militare sta distruggendo il paese”.

Giunta militare che ha preso il potere diopo Mubarak e che, in risposta alle contestazioni, ha decretato la fine, seppur parziale, di uno stato d’emergenza lungo trent’anni.

Piazza Tahir ringrazia, ma vuole di più.