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Genocidio armeni: una vicenda controversa

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Genocidio armeni: una vicenda controversa

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Riconosciuto da alcune istituzioni internazionali, come il Parlamento europeo, e da una ventina di Paesi, il genocidio armeno è una questione controversa. Una disputa che risale alla disgregazione dell’impero ottomano, per il quale la Prima Guerra mondiale rappresenta un’opportunità di riscatto dalla perdita di quasi tutte le sue terre.

I “Giovani turchi”, nazionalisti rivoluzionari del partito “Unione e progresso”, premono, e nel 1914 il Sultano entra in guerra al fianco della Germania, contro Alleati e Russia. Gli armeni – corteggiati da turchi e russi – alla fine si schierano con lo zar e qui inizia la zona d’ombra.

La Turchia afferma che bisognava difendere l’impero dal nemico. Interi villaggi di armeni vengono deportati verso l’interno dell’Anatolia, in carri bestiame o a piedi, la maggior parte muore di stenti.

Le cifre variano a seconda delle fonti: i turchi riconoscono fino a cinquecentomila morti, gli armeni parlano di un milione e mezzo. Nel vocabolario di Ankara la parola “genocidio” non esiste, il moderno stato turco non può essere nato da un episodio così grave.