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Egitto, un anno dopo

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Egitto, un anno dopo

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In un clima di incertezza e tensioni, l’Egitto si appresta a commemorare la rivolta di un anno fa.

Il 25 gennaio, un tempo “Giornata della polizia”, da quest’anno diventa giornata della rivoluzione ed è un giorno di festa, in cui gli egiziani ricordano le manifestazioni e l’occupazione di piazza Tahrir che ha portato alla caduta, l’11 febbraio del 2011, del regime di Hosni Mubarak.

Il raìs è caduto e sotto processo ma il cammino verso una democrazia piena è ancora tutto da fare.

Ahmed Maher, membro dell’esecutivo dei giovani rivoluzionari:

“Gli obiettivi prefissi sul piano politico non sono stati raggiunti, niente è stato fatto per il momento. Gli uomini d’affari e i viceministri, i dirigenti dell’amministrazione sono ancora ai loro posti, niente è cambiato”.

Dall’11 febbraio, una giunta militare detiene il potere, ma i militari non sono riusciti a rispondere alle aspirazioni della gente. Che li accusa di perpetuare il regime autoritario e li invita a partire.

IN questo clima si sono tenute le legislative, che hanno visto l’ampia vittoria dei partiti islamici.

Moaz Abdulkarim, membro dell’esecutivo dei giovani rivoluzionari:

“La révoluzione ha raggiunto i propri obiettivi nei primi 18 giorni, poi più niente è stato fatto, questo a causa di chi oggi ha il potere che cerca di mettere in piedi un regime corrotto come quello di Mubarak perché ci sono molte persone che ne beneficiano”.

A esacerbare gli animi la penuria di carburante – il governo non riesce più a sostenere il costoso sistema di sovvenzioni -a questo si aggiunge un peggioramento della situazione economica, che ha visto crollare turismo e investimenti.

In piazza Tahrir cisono ancora manifestanti accampati, la loro voce si è fatta molto più flebile ma non rinunciano alla libertà di parola che la rivoluzione ha veramente dato a tutti.

“Voglio vedere cambiamenti veri nel mio PAese, personalmente non ho visto niente di ciò: ci sono state le elezioni e gli islamici le hanno vinto”.

“Sono un cittadino egiziano, non ho un colore politico, non ho rivendicazioni personali. A un anno dalla rivoluzione non abbiamo guadagnato niente, ci hanno rubato la nostar rivoluzione”.