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Siria: Russia avverte, "non possiamo fare di più per Assad"

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Siria: Russia avverte, "non possiamo fare di più per Assad"

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A Homs si combatte tra le macerie. Dopo dieci mesi di scontri, il regime siriano ha respinto il nuovo piano presentato dalla Lega Araba che prevede l’uscita di scena del presidente Bashar al Assad.

Lo stallo diplomatico fa allungare la lista dei morti. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha detto che almeno dieci civili sono stati uccisi dalle forze di sicurezza nelle province di Idlib e Homs e cinque soldati sono morti.

“Homs è nel caos, si uccide e si ruba – dice un negoziante – La gente muore. Abbiamo chiuso i nostri negozi. Ogni giorno, due, tre, quattro persone vengono rapite, è una vergogna. Vogliamo che finisca, questa non è la soluzione”.

Nel giorno in cui 150mila persone hanno partecipato

ai funerali dei 12 civili uccisi a Damasco, l’Unione europea vara altre sanzioni contro esponenti e società siriane e i ministri degli Esteri della Lega araba hanno chiesto alle Nazioni Unite di sostenere il nuovo piano dell’organizzazione, in base al quale entro due mesi Assad trasferirebbe i poteri al suo vice.

Un ruolo chiave lo gioca la Russia che continua a sostenere Assad, ma che per bocca dell’inviato del Cremlino in medio oriente fa sapere che Mosca non può fare altro per il presidente siriano.