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Resta in carcere Kim Dotcom

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Resta in carcere Kim Dotcom

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Il fondatore di Magaupload, arrestato venerdì in Nuova Zelanda, insieme a altre tre dirigenti, è comparso stamani davanti al giudice, che ha negato la libertà su cauzione perché c‘è il rischio di fuga.

I quattro sono finiti in manette venerdì scorso con l’accusa di reati informatici che hanno generato 500 milioni di dollari.

Magaupload vantava 150 milioni di utenti registrati e circa 50 milioni di contatti giornalieri.

In difesa del sito si erano mobilitate da tempo alcune star della musica, ma non solo.

Nelle ultime ore si sono mobilitati anche gli agguerriti hacker di Anonymous: hanno attaccato il sito web del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti e dell’Eliseo (dopo che il presidente francese si era felicitato per l’operazione contro il sito).

Questo lunedì hanno preso di mira anche la Polonia, sotto scacco il sito del governo di Varsavia, pronto a firmare un trattato internazionale per tutelare i diritti d’autore.

Sempre la settimana scorsa il senato americano aveva rimandato il voto sulla controversa legge antipirateria in internet.

La legge, composta da due testi, il Pipa e il SOPA, aveva provocato una protesta on line e in strada senza precedenti.

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Michael Grey, manifestanti: “C‘è una sostanziale mancanza di comprensione da parte dei legislatori di come internet funziona, e la sola risposta sembra essere una regolamentazione, sembra rendere ciascuno responsabile di cosa altre persone dicono, questo finirà per soffocare molte aziende”.

Google e altre società avevano minacciato il black out contro la legislazione. Piano portata a termine solo da wikipedia.