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Megaupload: Kim Dotcom per ora resta in carcere


Nuova Zelanda

Megaupload: Kim Dotcom per ora resta in carcere

Kim Dotcom, arrestato venerdì in Nuova Zelanda con altri tre responsabili di Megaupload, resta in carcere.

Contro di lui un mandato di cattura spiccato dagli Stati Uniti, dove rischia fino a 50 anni per pirateria su Internet e riciclaggio di denaro.

Accuse che lui nega e chiede la libertà su cauzione. Ma il giudice teme la fuga e ha rimandato di 24 ore la sua decisione, aspettando l’udienza sull’estradizione del tedesco, all’anagrafe Kim Schmitz.

Il suo sito, ora chiuso, consentiva di scaricare gratis musica e film e vantava 50 milioni di contatti al giorno.

Avrebbe causato danni per quasi 400 milioni di euro con una violazione dei diritti d’autore che per Washington è senza precedenti.

Sette le persone indagate dagli inquirenti che a casa di Dotcom hanno sequestrato 40 milioni di euro e trovato diversi passaporti e carte di credito con nomi diversi.

Immediata la rivolta del web alla chiusura di Megaupload. Il collettivo Anonymous parla di censura e come rappresaglia ha messo fuori uso per diverse ore i siti di Sony, del ministero della giustizia statunitense e dell’Eliseo.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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