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Le possibili conseguenze in Europa dell'embargo al petrolio iraniano

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Le possibili conseguenze in Europa dell'embargo al petrolio iraniano

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Con l’embargo sulle importazioni di petrolio dall’Iran, l’Europa sceglie di seguire la linea dura definita dagli Stati Uniti. Ma questa strategia intransigente potrebbe essere pagata cara alla pompa di benzina. Lo stop alle importazioni iraniane potrebbe spingere al rialzo il prezzo del greggio sul mercato mondiale. Un aumento che potrebbe farsi sentire soprattutto nell’Unione europea, che dell’Iran è il secondo principale cliente dopo la Cina.

Un barile iraniano su cinque finisce in Europa, l’Italia, la Spagna e la Grecia sono i principali importatori europei. Ed è proprio il governo di Atene che rischia di trovarsi piu’ in difficoltà, perchè ha degli accordi privilegiati con Teheran che garantiscono ai greci il 34% delle loro importazioni di petrolio.

La diplomazia europea ha promesso ad Atene di trovare una valida alternativa al greggio iraniano, ma non sarà facile in tempi di crisi.

Per sopperire alla mancanza di petrolio dall’Iran, l’Arabia Saudita e il Kuwait dovrebbero incrementare la loro produzione.

L’embargo sarà analizzato nuovamente prima di maggio, per valutare gli effetti in Europa e l’efficacia delle sanzioni in Iran.

Abbiamo discusso delle conseguenze per l’Europa dell’embargo sul petrolio iraniano con il Dott. Mehdi Varzi, consulente internazionale sulle politiche petrolifere.