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Lagarde, FMI: il 2012 sarà un anno di guarigione

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Lagarde, FMI: il 2012 sarà un anno di guarigione

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L’Unione europea deve rafforzare le proprie difese contro la crisi. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, sottolineando l’importanza che il nuovo Meccanismo europeo di stabilità sia varato in tempi brevi e dotato di mezzi finanziari adeguati.

Se i leader europei tarderanno – ha affermato in un discorso a Berlino – il rischio di contagio potrebbe estendersi anche a Spagna e Italia, con effetti disastrosi per l’intero sistema. “Per quanto riguarda i passi ancora da compiere, a mio parere ci sono tre priorità: una crescita più sostenuta, difese più solide, e maggiore integrazione”.

Il rafforzamento dell’attuale Fondo europeo salva-stati e la sua sostituzione con il Meccanismo di stabilità permanente sono al centro delle discussioni tra i leader dell’eurozona. Il nuovo meccanismo, che potrebbe essere lanciato a luglio, avrà una potenza di fuoco pari a 500 miliardi di euro: troppo poco per aiutare Spagna e Italia, qualora se ne verificasse la necessità. L’FMI ha proposto di aumentare anche le proprie risorse finanziare per soccorrere paesi in difficoltà nel corso dei prossimi anni.

Stefan Grobe, euronews: E’ una delle donne più potenti al mondo, può influire sui mercati e vuole salvare l’economia globale. E’ in collegamento da Berlino Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale, che ringraziamo e che siamo lieti di ospitare all’interno di questo programma.

Christine Lagarde: Piacere mio.

euronews: Cominciano con le prospettive economiche globali, ora che il 2012 è appena iniziato. Nel suo ultimo intervento, si era detta preoccupata che la crescente incertezza potesse intaccare le prospettive di crescita. Ma di recente abbiamo ricevuto segnali incoraggianti da Stati Uniti, Germania e Cina. Pensa di essere stata troppo pessimista?

Lagarde: Negli ultimi giorni abbiamo visto qualche segnale positivo, ma non bastano a rassicurare su tutti i fronti. Pensiamo che il 2012 debba essere un anno di guarigione. E, perché l’obiettivo sia centrato, dobbiamo trovare soluzioni globali che richiedono a ognuno di fare la propria parte: i paesi dell’eurozona, ad esempio, devono concentrarsi sulla crescita, su misure di difesa e su una maggiore integrazione.

euronews: Di recente, l’FMI ha proposto di aumentare di 500 miliardi di dollari la sua capacità di prestare denaro, dopo aver avvertito che nei prossimi anni potrebbero manifestarsi necessità finanziarie pari a 1000 miliardi di dollari. E’ una cifra molto alta. Che cosa pensate di fare con tutti quei soldi?

Lagarde: Certo non lo facciamo per il piacere di gestire cifre da capogiro. Abbiamo calcolato le necessità finanziarie per i prossimi due anni su scala globale, nel caso in cui si manifesti il bisogno di adottare misure forti.

euronews: La prossima domanda, naturalmente, è: chi finanzierà tutto questo? Gli Stati Uniti hanno già detto che non hanno alcuna intenzione di raccogliere nuove risorse per l’FMI. Anche tra i partecipanti all’ultimo G20 di Cannes, l’anno scorso, il consenso su questo punto non era unanime. I paesi dell’eurozona hanno promesso 200 miliardi di euro, ma non sono sufficenti. Allora, chi metterà il resto?

Lagarde: C‘è un impegno da parte di tutti i partner dell’eurozona. E ho ricevuto indicazioni anche da altri membri dell’FMI che sarebbero disposti a contribuire allo sforzo, soprattutto se i paesi della zona euro decideranno di rafforzare le loro difese. Quindi le opzioni non mancano: discutiamo, negoziamo e continueremo a farlo, nella speranza che l’FMI possa fare la propria parte, così come si aspettano i nostri membri e come prevede il nostro codice.

euronews: Un’ultima domanda: questa settimana lei sarà a Davos per il Forum economico mondiale. Quale sarà il suo obiettivo? Chi vuole incontrare?

Lagarde: Prima di tutto voglio comunicare un messaggio, e spero di riuscirci al meglio. Voglio dire che il quadro non è tutto a tinte fosche e che c‘è una via d’uscita. Abbiamo la possibilità di fare scelte politiche appropriate e di ribaltare la situazione. Ma a Davos voglio incontrare ogni tipologia di interlocutori. Sono convinta che in un’economia globalizzata come la nostra, ci sia bisogno di tutti. Non è il momento di chiudersi. Dobbiamo essere aperti a nuove idee, nuovi modelli, e Davos può aiutarci a trovarli.

euronews: Bene, seguiremo il forum di Davos con attenzione. Grazie a Christine Lagarde, direttore generale del Fondo monetario internazionale.