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Genocidio armeno: attesa per il voto del Senato francese

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Genocidio armeno: attesa per il voto del Senato francese

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Armeni e turchi manifestano davanti al Senato francese, dove oggi si vota sul genocidio armeno. Centinaia di persone si sono radunate nella capitale francese: entro poche ore la legge che punisce chi nega il massacro di circa un milione e mezzo di armeni nel 1915 potrebbe diventare realtà.

Parigi ha fatto di nuovo appello alla calma, mentre Ankara – che non riconosce il genocidio – ha parlato di nuove sanzioni in caso di adozione del provvedimento, che prevede un anno di prigione e 45.000 euro di multa: “Il negazionismo è l’insulto più grave alla memoria collettiva che condividiamo – dice Patrick Ollier, ministro delle Relazioni con il Parlamento -. Quelli che lo incoraggiano non fanno che suscitare un odio che avrebbe potuto e dovuto affievolirsi nel tempo. La nostra società deve lottare contro il veleno del negazionismo. E il testo in esame si prefigge di riempire un vuoto giuridico”.

La vicenda suscita l’ira della Turchia, che parla di una nuova inquisizione. Così come per molti cittadini turchi, secondo le autorità di Ankara si tratta di una strategia elettorale del Presidente francese per conquistare i voti della comunità armena francese: “Non riusciamo a capire – dice il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan – come il Signor Sarkozy possa lasciare che si prenda questa decisione solo per i suoi calcoli politici, spetta agli storici prendere una decisione”.

La Francia ha riconosciuto il genocidio armeno nel 2001. Il vialibera dell’altro ramo del Parlamento francese, l’Assemblea Nazionale, aveva scatenato la dura reazione di Ankara. Il passo successivo rischia ora di incrinare ancora di più relazioni già complicate.