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Danimarca: l'adesione all'Euro non è all'ordine del giorno

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Danimarca: l'adesione all'Euro non è all'ordine del giorno

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Il suo Paese, la Danimarca, a gennaio ha iniziato la presidenza di turno dell’Unione europea. La socialdemocratica Helle Thorning-Schmidt rischia di essere un’eccezione in un’Europa dominata dalla destra. Recentemente il primo ministro è stata a Strasburgo per presentare, davanti al Parlamento europeo, il programma della presidenza danese per i prossimi sei mesi.

Audrey Tilve, euronews:

“Primo ministro, prima di tutto, grazie per essere qui con noi. Il patto fiscale, messo a punto dai 26 Stati membri dell’Unione dovrebbe essere la soluzione alla crisi. Ma da molti viene già considerato insufficiente”.

Helle Thorning-Schmidt, premier danese:

“Credo che il patto fiscale venga visto come qualcosa che non sta avvenendo abbastanza velocemente. Ed è per questo che stiamo lavorando duramente – tutti quanti stiamo lavorando alacremente – perché il patto fiscale possa essere adottato prima possibile. Quindi c‘è un terreno solido sotto la nostra crisi del debito. E questo ci ricorda anche che ogni Stato membro deve tenere d’occhio la propria economia, deve avere la responsabilità della propria economia. Questa è una delle ragioni per cui la Danimarca, che non è un Paese dell’eurozona, sta pensando di aderire il più possibile alle regole del nuovo patto fiscale”.

euronews:

“Ma già sappiamo che il patto è già stato molto annacquato, che ci saranno deroghe alla disciplina fiscale, che la Commissione non avrà un ruolo di primo piano, così come la Corte europea. Voglio dire…tutto ciò non è un po’ deludente?”

Helle Thorning-Schmidt

“Su tutto ciò sono in corso di negoziati e penso sia troppo presto giudicare se ci saranno o meno miglioramenti. Sono certa che una maggiore disciplina, una maggiore attenzione su ogni Stato membro perché mantenga in ordine la propria economia, sia positiva per l’Europa, perché è positiva per l’Euro”.

euronews:

“Ma questo patto non sembra contenere nulla di nuovo. La Commissione sostiene che il 95% di ciò che è contenuto nel patto non aveva bisogno di un nuovo trattato. Quindi, perché una mossa così rischiosa? Perché alcuni Paesi, Danimarca inclusa, avrebbero potuto indire un referendum?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Non abbiamo una discussione in corso su questo argomento perché ovviamente prima vogliamo vedere i risultati. Non mi immagino affatto un referendum, ma dobbiamo vedere i risultati e spetterà al governo danese tentare di aderire il più possibile al patto”.

euronews:

“Durante l’ultimo summit sono trapelate indiscrezioni sul modo in cui il presidente Sarkozy

ha snobbato Lei come nuova arrivata e il suo Paese in quanto Stato non membro dell’Eurozona. La

Danimarca e la presidenza danese sono destinate a essere oscurate da Francia e Germania quando si parlerà di crisi?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Prima di tutto è importante non credere a tutto quello che si legge sulla stampa. Questo è sempre un buon consiglio. Ma dovremmo anche apprezzare il fatto che gli Stati membri dell’Eurozona si siano assunti un’immensa responsabiltà. La gente dice che la Merkel sta decidendo troppe cose, si sta affidando troppo a se stessa, ma io apprezzo il fatto che il più grande Stato membro si stia assumendo un’enorme responsabilità. Penso che non dovremmo guardare tutto ciò dall’alto in basso o con disprezzo. Dovremmo invece apprezzarlo!”

euronews:

“Lei, al momento, è una dei pochissimi leader di centro sinistra in Europa e ha sottolineato l’importanza di rilanciare la crescita in un’epoca di austerità. Cosa, esattamente e concretamente, cercherà di raggiungere in meno di sei mesi?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Occorre focalizzarsi su come creare lavoro e crescita in Europa. Uno dei modi per fare tutto ciò è rilanciare il mercato unico. Il mercato interno è stato uno dei maggiori successi della nostra Unione e credo che se riuscissimo a rilanciarlo, a rinnovare il nostro mercato interno per esempio adottando la direttiva sul roaming, la direttiva sulla sufficienza energetica e altre direttive concrete, allora avremo l’opportunità di creare nuove basi per una nuova crescita e per nuovi posti di lavoro in Europa”.

euronews:

“Questo riguarda la legislazione, ma…incentivi concreti in meno di sei mesi?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Direttive e dossier sono sul tavolo. Questi sono risultati concreti e tangibili che possono fare la differenza per i cittadini europei. La presidenza danese vuole ottenere risultati per l’Europa, ottenere risultati in modo da far vedere che c‘è un modo per uscire dalla crisi. Un cammino lungo il quale c‘è ancora crescita, prosperità e lavoro in Europa. E per fare tutto ciò occorre rivitalizzare il mercato interno”.

euronews:

“La Danimarca ha quattro deroghe alla politica europea: unione monetaria, difesa, interni e giustizia e cittadinanza europea. Lei sta pianificando di rinunciare a qualcuna di queste? E se sì, quale?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Effettivamente stiamo pianificando di rinnovare la discussione sugli affari interni e la giustizia. Per molti anni, dal 92, sono stata dell’opinione che sarebbe stato meglio per la Danimarca e per i danesi far parte dell’Unione in queste due materie, così come per l’euro. Ne discuteremo con i danesi ed

è nei nostri progetti indire su questo un referendum”.

euronews:

“Parliamo anche dell’Euro – perché la Danimarca è piuttosto dipendente dal resto d’Europa e la corona danese è ancorata all’euro. Non è un po’ un’illusione

per i danesi pensare di essere più sicuri o più autonomi senza la moneta unica?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Sono favorevole all’euro e lo sono da anni. E credo che sarebbe un bene per l’economia danese far parte dell’euro. Non dico che questo non sia in discussione ma non credo che questo sia il momento migliore per discuterne. La corona danese è ancorata all’euro e continuerà ad essere così e in questo momento è un bene per l’economia danese”.

euronews:

“Una domanda sull’Ungheria: la Commissione ha avviato la procedura contro il governo per il danno compiuto contro lo stato di diritto. L’Europa dovrebbe isolare l’Ungheria? Il Parlamento europeo è ambiguo e la maggior parte degli Stati, su questo argomento, tace”.

Helle Thorning-Schmidt:

“Credo sarebbe un clamoroso errore isolare uno Stato membro quando occorre dire qualcosa allo Stato stesso. Ciò che sta accadendo è il modo corretto di approcciarsi a un Paese che non è in linea con i trattati. Abbiamo la Commissione il cui lavoro, la cui ragione d’essere, è assicurarsi che i trattati vengano rispettati e ora abbiamo deciso di dare il via a una procedura d’infrazione contro l’Ungheria. Questo è il modo corretto che la presidenza danese ha sostenuto durante tutte le discussioni che ci sono state nelle ultime settimane”.

euronews:

“Per cui Lei spera che il governo ungherese si rimetterà in linea con quello che chiede la Commissione?”

Helle Thorning-Schmidt:

“Sì. Va da sé che tutti gli Stati membri della nostra unione devono rispettare le regole che hanno sottoscritto. Questo vale per tutte le nostre regole, ma soprattutto per il loro nucleo principale che riguarda democrazia e pluralismo. Questi principi, questi valori sono molto importanti per la nostra Unione europea”.