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Al rerefendum i croati dicono "sì" all'ingresso nell'Unione europea

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Al rerefendum i croati dicono "sì" all'ingresso nell'Unione europea

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La Croazia dice sì all’ingresso nell’Unione europea e si prepara a diventare il ventottesimo Paese membro. Lo hanno sancito gli elettori ai seggi per il referendum sull’adesione, che dovrebbe diventare effettiva dal primo luglio del 2013.

Tra i primi a votare, a Zagabria, il presidente Ivo Josipovic, che ha definito l’Unione europea una forte opportunità per tutti i croati. Così sembrano pensarla i cittadini che hanno dato il loro consenso, anche se nei giorni che hanno portato al voto non sono mancate le proteste di quanti sono convinti che in Europa la Croazia – un Paese di circa quattro milioni e trecentomila abitanti – perderà la sua indipendenza e la sua unità nazionale, oltre ad essere sottomessa agli interessi de capitalismo.

I “sì” sono stati più del sessantasei percento, i “no” meno del trentaquattro. Il tasso di partecipazione si è attestato intorno al quaranta percento, record negativo nella storia elettorale croata. Per essere valido tuttavia, il referendum non aveva bisogno di un quorum definito. Iniziati quasi sei anni fa, i negoziazi sono stati lunghi e laboriosi. La parola finale spetta ora ai parlamenti dei ventisette Stati membri, che dovranno ratificare il trattato di adesione entro il primo luglio.