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Redford-Show al Sundance: attacchi a Romney e a Washington

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Redford-Show al Sundance: attacchi a Romney e a Washington

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Il dibattito sulla campagna per le presidenziali americane irrompe in un Sundance Film Festival all’insegna della crisi.

A gettare benzina sul fuoco di un appuntamento già storicamente molto politico, è nel suo primo giorno il fondatore Robert Redford.

Bandiera della Hollywood “liberal” e politicamente impegnata, Redford ha criticato apertamente il favorito alle primarie repubblicane Mitt Romney, senza tuttavia risparmiare l’amministrazione in carica.

“Non è un segreto che stiamo attraversando un momento difficile – ha detto -. E a questo si aggiunge un governo in piena paralisi. Tutto ciò contribuisce a tempi decisamente cupi”.

“La buona notizia – ha poi aggiunto Redford – credo però sia che siamo orgogliosi di essere qui, questa settimana, per vedere insieme i lavori di tanti artisti che, per quanto specchio della crisi, dimostrano che qui al Sundance non c‘è paralisi”.

Prova del fermento di cui parla Robert Redford è l’affluenza di turisti e appassionati di cinema, richiamati a Park City dagli oltre 100 film e documentari, che animeranno quest’angolo di Utah fino al 29 gennaio.

“E’ il piacere per il cinema – dice una giovane venuta per il festival -. Per me che sono un’appassionata è fantastico essere qui e poter vedere i film in anteprima. Anche la gente è poi straordinaria… Chiunque sia venuto almeno una volta, ha poi cominciato a tornare ogni anno. E anch’io potrei fare lo stesso”.

Tra i film più attesi il thriller “Arbitrage”, con Richard Gere nei panni di un miliardario senza scrupoli, che ricorre alla frode per salvare il suo impero.