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Costa Concordia: Schettino si difende, allerta mareggiate

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Costa Concordia: Schettino si difende, allerta mareggiate

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A ricerche sospese, i famigliari delle vittime guardano il relitto della Costa Concordia dal porto dell’Isola del Giglio, dove resta alto l’allarme per le mareggiate. La nave naufragata ormai una settimana fa ha iniziato a muoversi di nuovo, costringendo i soccorritori a fermarsi.

L’imbarcazione restituisce pezzi e rottami, ma non le oltre venti persone che ancora risultano disperse. Gli strumenti di rilavamento, inclusi quelli satellitari, tengono sotto controllo i movimenti della Costa Concordia. Tra le ipotesi al vaglio c‘è quella di ancoraggio, per impedirne l’inabissamento. Anche a questo scopo un robot subacqueo telecomandato sta vagliando il fondale marino.

Tra le preoccupazioni maggiori c‘è ora quella di un possibile disastro ambientale. Lo stop a tutte le operazioni implica anche l’impossibilità, per ora, di dare il via al recupero delle circa 2.300 tonnellate di carburante a bordo.

Sulla tragedia del Giglio – costata la vita ad almeno undici persone – interviene anche l’Unione europea: martedì la Commissione illustrerà al Parlamento la sua posizione, volta a chiedere una revisione delle norme sulla sicurezza dei passeggeri delle navi, alla luce di quanto accaduto.

Sul fronte dell’inchiesta, il legale del comandante Francesco Schettino si prepara a presentare ricorso contro i domiciliari. Schettino si dice pronto ad assumersi le proprie responsabilità, purché siano individuati tutti gli errori. E qualcuno, dall’arena politica, invita a non addossare tutta la responsabilità a un’unica persona per comodità, e per gli enormi interessi economici in gioco.