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Tutto il mondo coinvolto nel blackout di siti Internet

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Tutto il mondo coinvolto nel blackout di siti Internet

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Internauti di tutto il mondo sono interessati dal blackout di siti come Wikipedia. E’ una forma di protesta contro i progetti di legge in discussione nei due rami del Congresso statunitense che puntano a nuove tecniche per bloccare i siti sospettati di diffondere materiale coperto da copyright.

“Internet – dice la studentessa sud-coreana Park Joohee – è il luogo dove possiamo esprimerci liberamente. Riguardo all’iniziativa di Wikipedia, temo che se la regolamentazione del web diventa più stringente, sarà più difficile per tutti in futuro l’uso di social network come Facebook o Twitter”.

I due progetti di legge sono sostenuti dalle majors di Hollywood, dalle case discografiche e da alcuni gruppi editoriali, come l’americana Fox.

Se approvata, la nuova legislazione darebbe al governo un enorme potere sull’esistenza o meno di determinati siti.

“Queste leggi sono state scritte in maniera draconiana – dice Lance Ulanoff, caporedattore di Mashable -. Consentono alle autorità che constatano una violazione delle norme sul copyright di prendere praticamente qualsiasi misura, fino a bandire un sito da Internet”.

I sostenitori della riforma, sia alla Camera dei rappresentanti sia al Senato, sostengono che la protezione del diritto d’autore giustifichi le nuove misure.

“E’ un tentativo di risolvere un problema che è reale – afferma David Smith del Potomac Institute for policy studies -: il furto dell’espressione della proprietà intellettuale americana che si trova disponibile su Internet”.

Durante lo scorso fine settimana, la Casa Bianca ha fatto sapere di non approvare i progetti di legge all’esame del legislatore e ha annunciato iniziative per modificare la riforma.