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L'incidente della Concordia danneggia gli operatori

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L'incidente della Concordia danneggia gli operatori

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Oltre alla tragedia umana, il naufragio della Costa Concordia rischia di assestare un duro colpo al settore delle crociere. Le immagini di questo gigante dei mari coricato su un fianco hanno macchiato la reputazione della compagnia e quella della sua casa madre, la statunitense Carnival.

Il momento non potrebbe essere peggiore. È a gennaio che gli operatori ricevono circa un terzo delle prenotazioni per l’intero anno. E dopo un 2011 già difficile a causa della crisi, una contrazione

della domanda potrebbe portare a un calo generalizzato dei prezzi.

A livello globale, il settore ha un valore di mercato pari a 27 miliardi di euro. Nel 2012, si prevede un afflusso superiore ai venti milioni di passeggeri, i quali, durante le soste nei porti di attracco, spenderanno circa 12 miliardi di euro.

Carnival è il primo operatore mondiale. Oltre a Costa, possiede altri nove brand e una flotta di 100 navi da crociera. La perdita derivante dall’affondamento della Concordia potrebbe ammontare a circa novanta milioni di euro per quest’anno.

Secondo gli analisti, l’incidente avrà certamente delle ripercussioni nel breve termine, non necessariamente sul lungo periodo. Molto dipenderà dalla capacità degli operatori di contrastare il danno di immagine.