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Il Portogallo avvia la riforma del mercato del lavoro

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Il Portogallo avvia la riforma del mercato del lavoro

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I lavoratori portoghesi dovranno rinunciare a qualche giorno di vacanza e abituarsi a orari più flessibili, in base a un accordo che il governo di Lisbona ha siglato con le parti sociali.

L’esecutivo ha abbandonato l’idea di allungare a otto ore e mezza la giornata lavorativa, puntando a chiudere una difficile partita negoziale prima del prossimo incontro con i creditori internazionali.

Il ministro dell’Economia Alvaro Santos Pereira ha dichiarato che, ancora una volta, i portoghesi hanno mostrato al mondo e ai mercati di saper mettere da parte le divergenze per unirsi nei momenti di difficoltà.

Il 2012 si annuncia come un annus horribilis per il Portogallo. Secondo le stime del Fondo Monetario internazionale, il deficit toccherà il 5,4% del Pil; l’economia continuerà a contrarsi dell’1,8%, mentre la disoccupazione supererà il 13 per cento.

Nell’intento del governo, la riforma del mercato del lavoro servirà a rilanciare la competitività di un sistema che da dieci anni contribuirebbe a frenare la crescita. L’accordo non rimuove però del tutto il rischio di conflitti sociali, dal momento che non è stato sottoscritto dalla più grande associazione sindacale.