In carcere da sabato, Francesco Schettino, 52 anni, sembra aver messo fine a una carriera brillante fino a venerdì scorso.
Erano circa le 21 quando quando la Costa Concordia si avvicina all’isola del Giglio, di cui è orginario un membro dell’equipaggio.
Per omaggiarlo Schettino si avvicina alla costa per salutare gli abitanti.
Fischi di sirene annunciano il dramma che si avrà di li a poco.
Alle 21.40 l’impatto con lo scoglio non indicato dalle carte, denuncia Schettino.
Non è così riponde un manager di Costa Crociere.
Heiko Jensen, manager Costa:
“Posso confermare che questo scoglio è sulle carte. Il comandante ha preso una decisione in modo personale, cambiando il corso della dell’imbarcazione e avvicinandosi troppo alla costa.
La valutazione dello stato d’emergenza non ha corrisposto agli standard della compagnia in situazioni simili”.
Solo un’ora dopo l’incidente scatta l’allarme ufficiale.
A precederlo in quest’operazione i passeggeri che hanno comunque già contattato la capitaneria di Livorno, e non solo, con i propri cellulari.
A bordo è il panico. Nessuno dà ordini, tutti danno ordini.
Oltre 4000 persone devono abbandore la Concordia.
Tra i primi a scendere dal colosso, che sta imbarcando acqua proprio Francesco Schettino, che è raggiunto a bordo di una lancia, dalle autorità della capitaneria di Livorno alle quali risponde in evidente stato di choc.
Gli è intimato di risalire a bordo, Schettino non lo fa. Rischia 15 anni con l’accusa di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono di nave”.
Schettino comandava la Concordia dal 2006, lo scorso novembre aveva fatto una manovra ritenuta azzardata dall’equipaggio partendo dal porto di Marsiglia.
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