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Cina: processo senza precedenti per un caso di inquinamento industriale

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Cina: processo senza precedenti per un caso di inquinamento industriale

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Un processo senza precedenti. In Cina un gruppo di avvocati e di organizzazioni ambientaliste, senza alcun appoggio governativo, ha fatto causa a un’azienda dello Yunann che ha scaricato illegalmente 5 mila tonnellate di cromo esavalente nel fiume Nanpan a Qujing, nel sud ovest del paese, causando un’impennata dei casi di cancro. Il padre di un girvane malato:

“Quando nostro figlio stava male, non sapevamo cosa fosse. Quando abbiamo chiesto ai medici ci hanno detto che era difficile spiegare come si è ammalato. Il nostro appezzamento di terreno era appena di fianco alle scorie di cromo. La fabbrica ha persino scavato un canale di scolo vicino alla nostra proprietà”.

Il governo ha ordinato la chiusura della Yunnan Luliang Technology Company lo scorso anno e arrestato cinque persone, ma la regolamentazione e i controlli per lo scarico di materiali pericolosi nel paese resta scarsa.

“Perché una fabbrica di questo tipo è stata costruita proprio qui e non a Pechino o a Shanghai? -Si domanda un residente. E’ perché a Pechino o a Shanghai ci sono persone che controllano, non perché non si possa”.

I gruppi che hanno fatto causa all’azienda chiedono un risarcimento di 10 milioni di Yuan, oltre un milione di euro, per bonificare quella che è stata definita la collina del cromo. Un rappresentante di Greenpeace:

“E’ la prima volta che un’organizzazione civile per la protezione dell’ambiente è dalla parte dell’accusa in un caso di servizio pubblico. Questo significa che in futuro se accadranno casi simili le organizzazioni di protezione ambientale o civili potranno rappresentare l’ambiente o chi non avrà voce o mezzi per essere rappresentato e avere giustizia sotto l’attuale sistema giudiziario”.

I gruppi ambientali hanno dichiarato che i livelli di cromo nel fiume Nanpan erano 200 volte superiori a quelli consentiti per legge. Il processo inizierà il 23 gennaio