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Taglio del rating: Ue critica agenzie, "non sono imparziali"


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Taglio del rating: Ue critica agenzie, "non sono imparziali"

I mercati europei resistono alle cattive notizie, la settimana comincia altalenante, ma senza grosse perdite. Dopo l’ondata di downgrade da parte di Stardand and Poor’s, si levano inoltre voci critiche nei confronti delle agenzie di rating. “Non sono istituti di ricerca imparziali”, dice il vicepresidente della Commissione europea Olli Rehn. Standard and Poor’s ritiene insufficienti le misure europee anticrisi.

“Le grandi decisioni che occorrerà prendere non dovranno solo riguardare il rigore, ossia tagliare qua e là”, afferma Bertrand Lamielle, analista finanziario. “Bisogna realizzare riforme strutturali e pensare in modo diverso i bilanci nazionali e l’intervento dello Stato”.

L’Italia ha visto ridursi il rating di ben due gradini, a BBB+. Per il primo ministro Monti, il motivo non è l’azione di governo italiana, ma l’insufficienza della governance europea.

Le reazioni di alcuni cittadini italiani:

“Il declassamento è molto forte e, secondo me, è un discorso di politica americana per salvare il dollaro”.

“Va preso con le molle, nel senso che è un’indicazione, poi bisogna vedere cosa succede realmente nelle singole nazioni, una cosa è l’Italia, una cosa è la Grecia”.

Il taglio del rating di nove Paesi dell’eurozona è avvenuto mentre si susseguivano buone notizie, tra cui l’accelerazione sul patto fiscale europeo e l’apprezzamento della cancelliera tedesca Merkel per le riforme dell’Italia.

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