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La Tunisia un anno dopo la rivoluzione

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La Tunisia un anno dopo la rivoluzione

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I festeggiamenti del primo anniversario della primavera araba in Tunisia sono stati come la rivoluzione stessa: spontanei, imprevedibili e spinti dall’energia della gente comune.

Migliaia di persone hanno invaso l’avenue Bourghiba, nel centro di Tunisi, lo stesso luogo dove un anno fa i manifestanti ottennero, con la loro protesta, la caduta del presidente Ben Ali.

“Vogliamo esprimerci liberamente e dimostrare che dopo un anno la vita è cambiata – dice una ragazza -. Siamo sempre ottimisti e vogliamo far vedere qual è la Tunisia perfetta che sogniamo”.

“La nostra rivoluzione non è ancora finita – aggiunge un giovane -. Siamo in cammino, occorrono ancora tanti sacrifici per realizzare le principali rivendicazioni come il lavoro, la dignità e le libertà che non sempre sono rispettate. Le richieste del popolo tunisino non sono state ancora tutte soddisfatte”.

La cerimonia ufficiale, col presidente della Repubblica, il primo ministro e ospiti internazionali come i capi di Stato di Qatar, Libia e Algeria, è stata sobria proprio per lasciare il centro della scena alla gente comune.

L’inviato di euronews Jamel Ezzedini:

“Passo dopo passo costruiamo la Tunisia. E’ così che il presidente Moncef Marzouki ha detto ai connazionali durante le celebrazioni della rivoluzione. Tuttavia una domanda continua a circolare tra i tunisini. Ed è: la rivoluzione è riuscita? Tutti sperano che il nuovo governo avrà una risposta efficace e realistica a questa domanda, per servire il Paese e non gli interessi delle singole parti”.