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Declassamento in Europa: "niente panico"

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Declassamento in Europa: "niente panico"

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I dirigenti europei cercano di evitare l’effetto panico seguito al declassamento messo in atto da Standard & Poors. Da New York l’agenzia di rating declassa nove paesi e crea un vero e proprio terremoto, seppur annunciato, in Europa. La Francia perde la tripla A e si stacca dalla locomotiva tedesca. Il cancelliere Angela Merkel:

“In Europa abbiamo ancora molta strada da compiere prima che la fiducia degli investitori venga ripristinata. Ci richiedono oggi di applicare rapidamente il patto fiscale e con fermezza, senza cercare di diluirlo da ogni parte”.

Perde la tripla A, come Parigi, anche l’Austria. Italia e Spagna scendono di due gradini, alla tripla B+, mentre il rating portoghese è alla doppia B, livello «spazzatura». Quali sono le ragioni del downgrading? Ce le spiega l’economista Elie Cohen:

“Standard & Poor’s considera che gli sforzi per stabilizzare il budget e la situazione fiscale sono stati insufficienti come le soluzioni che gli europei hanno cercato di apportare per superare la crisi”.

L’Italia sconta l’alto debito e il basso potenziale di crescita, l’agenzia di notazione salva però l’azione dei primi mesi del governo Monti, a cui riconosce il coraggio delle riforme promesse e un’azione che potrebbe avere ripercussioni sull’intera Europa.