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Tunisi: preparativi per l'anniversario della caduta di Ben Ali

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Tunisi: preparativi per l'anniversario della caduta di Ben Ali

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Le foto dei martiri della rivoluzione tunisina campeggiano su un muro di Kram el Gharbi, un quartiere popolare della capitale poco distante dal palazzo che fu di Ben Ali. I membri del comitato di protezione della rivoluzione si preparano così a celebrare il primo anniversario della caduta dell’ex raìs. La repressione delle sommosse nel quartiere costò la vita a una quindicina di persone. Il figlio ventitreenne di questa donna è tra le vittime:
 
“Suo fratello è andato a controllare e più tardi è ritornato dicendomi che era stato colpito al cuore. Era morto. Chiedo che sia fatta giustizia. Non cederò. Fino all’ultimo respiro cercherò chi ha ucciso mio figlio”.
 
Chi è sopravvissuto portando per sempre i segni della rivoluzione non chiede solo giustizia, ma anche risarcimenti e cure, mettendo in guardia la nuova classe dirigente:
 
“I nostri governanti sono seduti su poltrone intrise del nostro sangue. Bisogna che chi è oggi al potere, inclusi il capo di stato e il primo ministro, sappiano che la rivoluzione riprenderà se non riavremo i nostri diritti. Questa volta non ci saranno solo lanci di pietre”. 
 
Le proteste in Tunisia, che si allargarono a macchia d’olio al mondo arabo, furono innescate il 17 dicembre 2010 dal suicidio di un ambulante. Mohammed Buazizi si diede fuoco a Sidi Buzid per protestare contro la polizia che gli confiscò il carretto di frutta e verdura senza licenza.
 
Ben Ali fu costretto a lasciare il paese il 14 gennaio. E’ attualmente sotto processo.