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Myanmar, accordo per la fine del conflitto coi Karen, liberi 600 prigionieri politici

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Myanmar, accordo per la fine del conflitto coi Karen, liberi 600 prigionieri politici

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Il governo di Myanmar ha cominciato il processo di liberazione di 651 prigionieri politici nel quadro dell’amnistia annunciata ieri.

Escono di prigione alcuni tra i principali oppositori al regime militare, tra i quali i dirigenti studenteschi arrestati dopo la ribellione del 1988 e i monaci finiti in carcere all’indomani delle proteste nonviolente del 2007.

Tra i primi a venire rilasciato anche l’ex primo ministro Min Ko Naing, che nel 2004 fu arrestato per aver iniziato un dialogo con l’opposizione.

Già nei mesi scorsi il regime aveva restituito la libertà e i diritti politici a Aung San Suu Ki, leader della Lega nazionale per la democrazia, che ora potrebbe essere chiamata a ricoprire incarichi istituzionali di rilievo.

Dopo essersi autodissolta la giunta militare ha trasmesso i poteri a un governo civile. Proprio questo esecutivo ieri ha firmato un accordo di pace coi ribelli Karen mettendo fine a un conflitto iniziato nel 1949.

Il clima nuovo che si registra nel paese, dove è stata attenuata la censura e si lavora a libere elezioni, potrebbe presto portare alla revoca delle sanzioni nei confronti di Rangoon decise dalla comunità internazionale.