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"La Turchia un faro". Ghannouchi e la Tunisia di domani

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"La Turchia un faro". Ghannouchi e la Tunisia di domani

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La rivoluzione tunisina un anno dopo. Quali i traguardi raggiunti e quali i piani del partito islamico Ennahdha che si è imposto alle elezioni? Ce ne parla il suo leader Rached Ghannouchi.

Abdel Dellal, euronews

“La presenza di Ennahdha sulla scena politica è considerata da molte correnti, sia in patria che all’estero, una minaccia alla laicità che ha sempre connotato la Tunisia. Che rassicurazioni può fornire a coloro che manifestano simili preoccupazioni?”.

Rached Ghannouchi, leader del partito Ennahdha

“La Tunisia non è un paese laico. La lingua in Tunisia è l’arabo e la religione l’Islam. Le garanzie che forniamo riguardano comunque tutti i tunisini, che siano musulmani o meno. Perché riteniamo che lo Stato sia anzitutto basato sul principio della cittadinanza. A tutti i cittadini, uomini e donne, e con tutte le differenze che li separano, sarà garantito dallo Stato il godimento dei loro diritti. Agli occhi della legge sono tutti uguali, indipendentemente dal fatto che siano musulmani o non credenti”.

euronews

“L’università di Manouba è stata di recente teatro di un episodio che ha fatto molto discutere: a una studentessa che si era presentata con il velo integrale per sostenere un esame è stato impedito l’accesso e questo ha indotto le proteste dei salafisti. Cosa pensa degli opposti atteggiamenti delle parti in causa?”.

Rached Ghannouchi

“E’ un incidente che si sarebbe potuto evitare, se soltanto entrambe le parti avessero dato prova di un po’ più di elasticità. E’ normale che l’Università abbia fatto valere l’aspetto della sicurezza. E’ un dovere di tutte le istituzioni quello di verificare l’identità dei cittadini, in questo caso degli studenti. E’ un controllo che va effettuato”.

euronews

“C‘è chi reclama che vengano resi pubblici al più presto i risultati della commissione d’inchiesta sulla repressione della rivoluzione da parte di polizia ed esercito. Quando saranno pubblicati questi risultati tanto attesi dai tunisini?”.

Rached Ghannouchi

“I tempi dipenderanno dai tribunali che stanno esaminando i dossier e lavorando sulla questione. E’ vero che si procede a rilento. Si tratta di un processo che dovrebbe concludersi il più presto possibile. E’ già trascorso un anno e la società tunisina non ne ha ancora visti i risultati. I tribunali si sono pronunciati su alcuni casi di furto e appropriazione indebita, ma per le questioni più sensibili, quelle sui fatti di sangue e le violenze, si attendono ancora risposte. C‘è lentezza, ma tutti i casi sono ora all’esame della giustizia e speriamo di chiudere questo dossier il prima possibile. E’ però fondamentale che tutto ciò avvenga nel rispetto della legalità e attraverso processi giusti”.

euronews

“La Tunisia attraversa un momento economicamente difficile: il tasso di crescita diminuisce, il turismo – che rappresenta la colonna vertebrale dell’economia del Paese – è in calo, e i disoccupati sono ormai 800.000, un numero considerevole. Qual è il vostro programma per consentire alla Tunisia di lasciarsi la crisi alle spalle?”.

Rached Ghannouchi

“Non esistono soluzioni immediate. Oggi non possiamo certo dire che esista una formula magica, in grado di sradicare la disoccupazione e far balzare la crescita dallo 0 all’8% a cui aspiriamo. E’ un traguardo a cui si potrà arrivare soltanto grazie allo sforzo congiunto dei tunisini, del governo e dell’opposizione. Tutti i cittadini, di tutte le classi sociali, dovranno fornire il loro contributo al governo e alle istituzioni, perché ci si possa rimettere in carreggiata. E poi, non dobbiamo dimenticare il ruolo del capitale nazionale e di quello straniero. Ci sono ottime prospettive per gli investimenti in Tunisia”.

euronews

“A proposito di investimenti stranieri, chi sono i vostri partner all’estero?” .

Rached Ghannouchi

“Molti…”.

euronews

“Chi?”.

Rached Ghannouchi

“Il mondo intero ha salutato con favore la rivoluzione tunisina. Tutti sono benvenuti nel nostro paese”.

euronews

“Dei paesi, delle organizzazioni in particolare?”

Rached Ghannouchi

“Il mondo ha accolto con favore la nostra rivoluzione. L’Europa è il nostro primo partner e noi ci impegnamo in questo rapporto, ci auguriamo di svilupparlo e portarlo avanti. La Tunisia è diventato un luogo di pellegrinaggio: Ministri degli esteri di Francia, Italia, Germania: tutti sono venuti a trovarci…”.

euronews

“E l’Unione Europea?”.

Rached Ghannouchi

“L’Unione Europea è molto interessata”.

euronews

“Cosa vi promette l’Unione Europea?”.

Rached Ghannouchi

“Promesse di investimenti, prestiti, aiuti. E poi di un rafforzamento del partenariato con la Tunisia. Anche gli Stati Uniti vogliono investire nel nostro paese, soprattutto incoraggiando il turismo. E i Paesi del Golfo, che si profilano come gli investitori principali di domani. E poi ancora i nostri vicini del Maghreb, l’Algeria, la Libia, il Marocco, il mondo arabo…”.

euronews

“L’AKP di Erdogan è l’unico partito di ispirazione islamica che al momento sembra ottenere un buon successo politico…”.

Rached Ghannouchi

“Politico ed economico”.

euronews

“Ovvio, anche economicamente. Soprattutto se si pensa ad altre esperienze come quella algerina all’inizio degli anni ’90, a quanto accaduto in Somalia e ad altri paesi musulmani… E’ forse nel solco di questa ‘esperienza guida’ che ambisce ad inserirsi Ennahdha?”.

Rached Ghannouchi

“L’AKP è il partito a noi più vicino e la similitudine fra il quadro che presentano Tunisia e Turchia è molto forte, anche in relazione alla storia dei due paesi: la loro vicinanza al mondo occidentale, l’esperienza riformatrice nel XIX secolo… Sono tutti fattori che ci accomunano e legano in maniera profonda non solo all’AKP, ma a tutte le correnti islamiche moderate. Consideriamo quella della Turchia come un’esperienza guida sul piano dei progressi ottenuti sul piano economico, della democrazia, dei diritti umani. Cercheremo certo di trarne ispirazione, anche se poi ogni paese ha le sue peculiarità e fa storia a sé”.

euronews

“L’AKP viene considerato laico, nonostante le sue radici islamiche…”.

Rached Ghannouchi

“Come ho detto: ogni paese ha le sue specificità”.

euronews

“Diversi giornalisti si sono detti scandalizzati dalle recenti e controverse nomine nel settore l’informazione. E’ una strategia di Ennahdha per imbrigliare i media e limitare libertà d’espressione e libertà di stampa?”.

Rached Ghannouchi

“Il governo deve esercitare i suoi poteri. Ed è quanto ha fatto con la nomina delle figure preposte alla supervisione nel settore della comunicazione”.

euronews

“Il suo partito è molto critico sui media tunisini…”.

Rached Ghannouchi

“Non nei confronti di tutti. Non abbiamo criticato tutti i media che si sono dimostrati scettici nei nostri confronti, ma quelli che non hanno svolto il loro compito con professionalità”.

euronews

“E’ Ennahdha che ora governa la Tunisia?”.

Rached Ghannouchi

“La Tunisia è governata da una coalizione nazionale guidata da Ennahdha”.