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Che cosa aspetta i Paesi della rivoluzione araba?

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Che cosa aspetta i Paesi della rivoluzione araba?

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Ringraziamo il PEG – il Parlamento europeo dei Giovani

Domanda di Dan, giovane britannico:

“Nei Paesi interessati dalla primavera araba, alla fine ci sarà un governo democratico?”.

risposta di Pascal Boniface, direttore dell’IRIS:

“Credo che si debba fare un certo distinguo tra i vari stati, perché la situazione non è la stessa in tutti i Paesi.

In Tunisia, abbiamo avuto una vera e propria rivoluzione, sfociata in una vera Costituzione che sta redigendo l’assemblea costituente, che è stata eletta. Malgrado alcuni sporadici soprassalti, possiamo dire che la Tunisia abbia preso la buona strada.

In Egitto la situazione è diversa, c‘è stata una rivoluzione e al tempo stesso un colpo di stato militare. C‘è sempre una forte discussione tra esercito che non vuole cedere niente e il popolo che chiede di più.

… con in più la sorpresa di vedere i fratelli musulmani in testa dopo le elezioni così come i salafiti che rappresentano un pericolo maggiore per le libertà individuali. In Egitto la situazine è molto meno chiara, anche se possiamo dire che gli egiziani hanno avuto modo di votare.

Quella libica è una situazione ancora differente, non si è trattato di una rivoluzione ma di una guerra civile, in cui l’Occidente ha avuto un ruolo.

La domanda da farsi è se dopo la guerra civile ci sarà una riconciliazione tra le diverse fazioni o se, con la morte di Gheddafi che riusciva a mantenere l’unità, ci sarà una ripresa degli scontri.

È chiaro che un potere è meno stabile quando è sostenuto da un esercito straniero che quando ha il sostegno del movimento popolare interno.

In Siria ci troviamo di fronte a un 4° scenario, la repressione continua e anzi si amplifica.

Allo stesso tempo il popolo siriano resiste e continua a manifestare e a chiedere la partenza di Bachar al Assad malgrado la dura repressione.

Bachar al Assad ha sprecato un’occasione per aprire alle riforme, le ha promesse, ma non le ha fatte. Possiamo dire che a termine ha condannato da solo il regime.

L’incognita è rappresentata da questo termine, si tratta di settimane, mesi e ancora quanti morti dovrà fare ancora Assad prima di lasciare?