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Tensioni e manovre sul nucleare iraniano

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Tensioni e manovre sul nucleare iraniano

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Si allarga il fronte dei paesi contrari al programma nucleare iraniano, che secondo l’agenzia atomica internazionale nasconderebbe fini militari.

Se l’Europa va verso un embargo petrolifero, il Giappone, sollecitato dal segretario al tesoro americano in visita, ha annunciato che ridurrà le sue importazioni di greggio iraniano, un decimo del totale.

“Lo sviluppo nucleare è qualcosa su cui il mondo non può chiudere gli occhi”, ha detto Jun Azumi, ministro delle finanze giapponese, “Comprendiamo quindi la posizione degli Stati Uniti. Abbiamo in programma di ridurre in modo graduale e concreto il nostro 10 per cento”.

A frenare finora un’azione comune, che del resto vede l’opposizione di Mosca, i timori per i fabbisogni interni e il probabile aumento dei prezzi.

“Siamo nelle prime fasi, davvero nelle fasi iniziali, di consultazione con i nostri alleati, in Europa, in Giappone e in tutto il mondo, su come sia meglio raggiungere tali obiettivi”, ha detto Timothy Geithner, “Ma stiamo lavorando a stretto contatto”.

L’Iran nega ogni accusa, rivendica il diritto a un nucleare che dice pacifico. Intanto, la visita ad Ankara del presidente del parlamento iraniano suggerisce la possibilità di una ripresa in Turchia dei negoziati fermi da un anno.

Per spezzare l’isolamento, nel frattempo Mahmud Ahmadinejad è volato in America latina: dopo Venezuela e Nicaragua, Cuba, dove ha incontrato Raul Castro prima di partire per l’Ecuador.