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Senegal: presidenziali in do minore

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Senegal: presidenziali in do minore

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Ha 85 anni, ma secondo alcuni anche qualcuno in più.

Dirige il Senegal da 11 , vorrebbe correre per un terzo mandato, anche se la Costituzione glielo impedisca.

Abdulaye Wade, ha fatto del Senegal quello che meglio ha creduto, modificando la Costituzione più volte senza consultare il parlamento.

Il dibattito politico ¨verte sulla sua successione, molti sospettano che Wade cerchi di brandire un terzo mandato per trasmettere lo scranno più alto dello Stato al figlio.

In giugno scorso aveva tenatato un colpo di mano.

Una modifica della legge elettorale che avrebbe dovuto consentire l’elezione di presidente e vicepresidente con appena il 25% dei suffragi al primo turno.

Un’operazione che ha scatenato il disordine generale: a Dakar gli scontri sono stati così intensi da indurrlo a ritirare il progetto.

Una collera espressione dell’esasperazione dei senegalesi, che sotto Abdulaye Wade hanno visto ridursi le libertà individuali e il degrado della situazione economica.

L’economia si base prettamente sull’agricoltura, che impiega il 70% della popolazione attiva.Solo il 5% delle terre però sono sfruttate.

ll tasso di disoccupazione è pari al 48%, quasi la metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

Il debito pubblico raggiunge il 22% del Pil in un Paese che vive di assistenza esterna. Quest’ultima copre il 32% della spesa pubblica.

Eletto per la prima volta nel 2000, Abdulaye Wade mette fine a 40 anni di socialismo. Nel 2007 è rieletto per un secondo mandato. È in questi ultimi cinque anni che si assiste alla sua deriva autoritaria.

Nel 2009 spinge sulla scena politica il figlio Karim.

Senza alcuna esperienza politica, con in dote una batosta elettorale alle municipali dove non viene eletto neppure nel proprio collegio, Karim diviene superministro con 4 portafogli.

Manovra che ha spinto in piazza l’opposizione. Ma non solo.

L’operazione ha indotto il cantante Youssou Ndour a presentarsi alle presidenziali.

Una candidatura, ha detto, che è un atto di dovere nei confronti dei miei concittadini.

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