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Nucleare: sale la tensione tra Iran e Occidente

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Nucleare: sale la tensione tra Iran e Occidente

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Monta la tensione tra Iran e Occidente. L’ultimo epidodio risale a mercoledì; l’igegnere nucleare Mostafa Ahmadi Roshan, 32 anni, è stato ucciso dall’esplosione di una bomba piazzata nella sua auto.

Lavorava alla centrale nucleare di Natanz. Non è la prima volta che fisici, chimici o tecnici coinvolti nel progetto scompaiono in circostanze sospette. Attentati che, secondo la Repubblica islamica, portano la firma del Mossad

Hassan Hanizadeh, analista iraniano:

“Israele cercherebbe in effetti, con questi attentati, di bloccare le attività nucleari în Iran. Teheran ha le prove, che darà alle Nazioni Unite, secondo cui è Israle che crea problemi di sicurezza in Iran seminando il terrore”.

Accuse che arrivano in piena crisi tra Iran e Occidente sul programma di arricchimento nucleare cui Teheran lavora da anni. L’Iran nega però questo programma abbia fini militari.

Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, nel sito di Fordo, nascosto tra le montagne e difficilmente attaccabile, gli iraniani avrebbero cominciato a arricchire l’uranio al 20%, soglia significativa per produrre armi atomiche.

Il programma nucleare iraniano aiuta comunque a capire l’escalation di tensione tra Occidente e Iran.

Carne Ross, direttore di Independent Diplomat:

“Le esercitazioni navali iraniane nello stretto di Hormuz, il contrattacco statunitense che deve tenere lo stretto aperto in seguito alle minacce iraniane. Il drone americano abbattuto nello spazio aereo americano, tutto contribuisce a esacerbare le tensioni”.

In questo contesto gli americani hanno annunciato l’arrivo di una seconda portaerei nello stretto di Hormuz, mentre i Guardiani della rivoluzione hanno annunciato nuove manovre navali nella regione del Golfo.

Già in dicembre Teheran diceva di voler chiudere la lo stretto dove transita il 40% del petrolio mondiale.