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"No al russo lingua ufficiale" nazionalisti lettoni contro referendum

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"No al russo lingua ufficiale" nazionalisti lettoni contro referendum

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Il partito nazionalista lettone dichiara guerra alla lingua russa.

Ad accendere lo scontro, dopo vent’anni dalla dissoluzione dell’Unione sovietica, un referendum – voluto dalla maggioranza di governo – sull’introduzione del russo come seconda lingua ufficiale.

L’opposizione parlamentare si è mobilitata con una raccolta di firme per dire no alla consultazione.

“Pensiamo che la Costituzione lettone e l’indipendenza della Lettonia si basino su principi fondamentali – spiega il leader del partito nazionalista Alleanza Nazionale, Raivis Dzintars – il primo è che il lettone sia l’unica lingua di Stato. Riteniamo che questo referendum sia incostituzionale, è come raccogliere firme per rinunciare all’indipendenza della Lettonia”.

Il Paese conta oltre due milioni di abitanti, un terzo dei quali ha origine russe e sostiene in massa la coalizione di governo. E L’opposizione nazionalista punta a bloccare la crescente influenza della minoranza linguistica nella politica nazionale.

Il risultato del voto referendario – in programma il 18 febbraio – sembra tuttavia scontato perché la maggioranza lettone sostiene compatta le tesi del no.