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Haiti: a due anni dal sisma la ricostruzione stenta a partire

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Haiti: a due anni dal sisma la ricostruzione stenta a partire

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Il palazzo presidenziale in rovina è il simbolo di una ricostruzione che deve ancora cominciare ad Haiti.

Due anni dopo il sisma che si portò via 300mila persone e ne lasciò un milione e mezzo senza tetto, i lavori per dare una casa agli haitiani vanno a rilento. Nella capitale Port au Prince, in cinquecentomila vivono nelle tende.

“Ora il periodo dell’emergenza è finito”, afferma Laurent Lamothe, ministro degli esteri haitiano. “Chiediamo di essere aiutati nella ricostruzione a lungo termine. E a ricostruire bene”.

Degli oltre 5 miliardi di dollari promessi dai grandi donatori internazionali solo il 43 per cento è stato stanziato.

Una scuola secondaria nella capitale è stata costruita grazie a un’associazione di star hollywoodiane, che hanno raccolto più di 4 miliardi di dollari. Pasti, uniformi, tutto è offerto dall’istituto, mentre un vicino ospedale fornisce cure mediche gratuite.

“Per me significa molto che ci siano persone che pensano a noi in modo positivo”, dice Mertilus Aland, studente. “Sono cose che il governo avrebbe dovuto fare, e vedere degli artisti venire da lontano per costruire una scuola ad Haiti per me è straordinario”.

Per molti haitiani però non ci sono risultati concreti e le loro vite non sono cambiate. Una situazione complicata dall’instabilità politica e dalla povertà strutturale del Paese.